Sono state ore drammatiche per Sydney dove un predicatore iraniano ha preso decine di ostaggi in una caffetteria, issando una bandiera con una scritta in arabo all'interno. Dopo oltre 16 ore d'assedio la polizia ha fatto irruzione nel locale e nel blitz sono morte tre persone, il sequestratore e due ostaggi. Quattro persone invece, tra cui un poliziotto, sono rimaste ferite. Secondo la polizia, è stato il sequestratore ad aprire il fuoco, obbligando le forze speciali ad intervenire. La vicenda ha tenuto il Paese e il mondo con il fiato sospeso, anche perché si è temuto fosse un attacco jihadista, anche se è più probabile che la religione non fosse l'unica molla a spingere il 49enne che gia' in passato aveva avuto molti problemi con la legge. Lo scontro a fuoco è iniziato alle 2.15 locali con tre colpi, dopo il primo dei quali sono uscite cinque persone dall'edificio. Dopo alcuni minuti si sono sentiti altri spari. Il sequestratore era un profugo iraniano. Man Haron Monis, un religioso radicale iraniano di 49 anni, è entrato nel caffè-cioccolateria della Lindt alle 9.45 del mattino ora locale, ha fatto esporre una bandiera con una lode ad Allah in arabo e ha minacciando di far esplodere quattro bombe. Sei ore dopo, cinque persone - tre uomini e due donne - sono riusciti a fuggire, in due diversi momenti. La cioccolateria si trova nel cuore finanziario della metropoli, non lontano dal Parlamento del Nuovo Galles del Sud. Monis era arrivato in Australia nel 1996, dove aveva assunto il suo nome e adottato il titolo di sceicco. Aveva abiurato l'islam sciita e abbracciato il sunnismo, come aveva scritto lui stesso sul suo sito web all'inizio del mese: "Ero un Rafida (termine che nell'islam si usa per indicare tutti i non sunniti, ndr). Ora, grazie a Dio, sono un musulmano (tout court, ndr)", ossia si definisce implicitamente ed automaticamente un sunnita perché il sunnismo è per lui l'unica forma autentica di Islam. Monis aveva guadagnato l'attenzione della stampa per una campagna di odio contro i soldati australiani in Afghanistan, con decine di lettere offensive spedite ai familiari dei militari uccisi. Per questo nel settembre del 2013 era stato condannato a 300 ore di servizi sociali. L'uomo era conosciuto anche come un 'santone', per giunta accusato di aver abusato di alcune donne durante la sua attivita' curatrice. A novembre dello scorso anno era stato accusato di aver organizzato, insieme alla sua attuale moglie, l'omicidio della sua ex consorte, Noleen Pal, uccisa a coltellate e bruciata in un condominio. Lo scorso aprile era stato accusato di aver abusato di 7 donne mentre nelle sue vesti di santone-curatore a Wentworthville. Monis affermava anche di essere un esperto di astrologia, numerologia, meditazione e magia nera. Attualmente era in liberta' provvisoria ed era atteso in tribunale il prossimo febbraio per rispondere delle accuse di violenza sessuale. Le organizzazioni musulmane condannano il gesto. Un gruppo di oltre 40 organizzazioni musulmane attive in Australia ha condannato il sequestro in un caffè di Sydney da parte di un presunto sostenitore dei jihadisti dello Stato islamico (Is). In un comunicato, le organizzazioni definiscono il sequestro come un "atto spregevole". "Rifiutiamo - si legge nella nota congiunta dei 40 gruppi musulmani - ogni tentativo di colpire la vita di qualunque essere umano innocente o di infondere paura e terrore nei loro cuori". Poco prima anche il Gran Mufti di Australia, Ibrahim Abu Mohamed, e il Consiglio nazionale degli Imam avevano condannato con fermezza il sequestro, definendolo come un «atto criminale» e sostenendo che «questo genere di azioni è condannato dall'Islam". Sui siti arabi messaggi di soddisfazione per il sequestro. "Oh eroi, uccidete tutti gli ostaggi". È questo uno dei numerosi messaggi con cui i lettori hanno commentato, sui siti arabi, il sequestro in un bar di Sydney. L'autore del sequestro ha esposto una bandiera nera dello Stato islamico (Is) e molti dei lettori già lo chiamano eroe. L'Australia e tutti i paesi del mondo - scrive un lettore a commento di un articolo pubblicato sul sito della tv qatariota al-Jazeera - devono capire che sono stati loro a iniziare". Il lettore chiede quindi di uccidere tutti gli ostaggi, perché il loro paese che fa appelli alla libertà, ci attacca e ci bombarda. Non abbiate pietà dei loro popoli, perché loro sono come i governi che eleggono. Uccideteli tutti e distruggeteli, come loro fanno con noi. Fate in modo che spendano il loro denaro per proteggere se stessi e non per bombardarci". "Questa è l'Australia - si legge in un altro commento sullo stesso sito - alleata dei crociati contro l'Is, che odia l'Islam e i musulmani, che prova un rancore che nessuno ha mai visto nella storia dell'umanità. Non dimenticate che la violenza genera violenza e fate attenzione quando attaccate gli oppressi". Anche sul sito della Cnn in lingua araba si contano decine di messaggi a favore del sequestratore. "Tanti auguri agli australiani questo è solo l'inizio". In un altro messaggio si fa riferimento alle parole del Gran Mufti: "Il Mufti si comporta come la volpe - si legge - dice una cosa, ma ne pensa un'altra. Quando l'Is sarà più forte, lui sarà il primo a decapitare gli australiani. Lo stesso farà lo sceicco di al-Azhar, che benedirà le decapitazioni". Anche su molti siti egiziani non mancano i messaggi di esultanza. Sono numerosi, ad esempio, quelli pubblicati a commento di un articolo su sul sito del quotidiano Youm 7. "Speriamo - scrive un lettore - che arrivi presto il momento dell'America". LA DIRETTA
Sydney, blitz della polizia nel bar: morti e feriti FOTO
Decine di persone prese in ostaggio da un predicatore iraniano nella cioccolateria Lindt. Dopo 16 ore di assedio irruzione degli agenti: tra le vittime anche il sequestratore
