Esteri

Da martedì stop alle armi nel Donbass

KIEV Da martedì prossimo nel Donbass, la regione mineraria dell’Ucraina devastata dalla guerra civile, dovrebbe entrare in vigore una vera tregua, dopo il cessate il fuoco concordato il 5...

KIEV Da martedì prossimo nel Donbass, la regione mineraria dell’Ucraina devastata dalla guerra civile, dovrebbe entrare in vigore una vera tregua, dopo il cessate il fuoco concordato il 5 settembre a Kiev e violato in questi due mesi. La conferma dell’accordo negoziato nei giorni scorsi è arrivata dal presidente ucraino Petro Poroshenko e dai separatisti filo-russi. «Il 9 dicembre smetteremo di sparare», ha promesso Poroshenko, spiegando che verranno ritirati gli armamenti pesanti da Donetsk e Lugansk, a patto che i separatisti rispettino la tregua. Intanto il presidente russo Vladimir Putin ha rivendicato la sovranità sulla Crime. A Basilea, a margine della riunione dei ministri degli Esteri dei 57 Paesi dell’Osce, si sono incontrati il ministro degli Esteri Serghei Lavrov e il segretario di Stato Usa John Kerry. Lavrov ha spiegato che la Russia «sostiene il processo di Minsk» per la stabilizzazione dell’Ucraina ma ha avvertito che «tentativi di escludere i rappresentanti delle regioni separatiste sono controproducenti e inaccettabili». Kerry ha affermato che in Ucraina «centinaia di soldati russi hanno combattuto e sono morti».

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