Continuano le proteste in America dopo la morte per soffocamento di Eric Garner. I manifestanti sono rimasti per strada la seconda notte, per protestare contro la decisione delJury di non incriminare il poliziotto che ha strangolato il giovane afroamericano. Erano migliaia i newyorkesi in piazza, insieme a loro tante altre città hanno dato vita a manifestazioni ben organizzate e sit-in. Le proteste sono iniziate quasi spontaneamente mercoledì. Ora gli attivisti radicali stanno puntando tutto sull’investigazione federale decisa dal Presidente Obama, decisione presa dopo la sentenza delJury che ha dato man forte a chi tacciava di razzismo sia le forze dell’ordine sia il sistema giudiziario in toto. Il sindaco della Grande Mela, Bill de Blasio, ha spiegato che i 22mila poliziotti della città saranno addestrati a reagire meglio alle situazioni difficili e a mantenere la calma quando eseguono degli arresti, inoltre saranno equipaggiati con delle “body cameras”. Obama ha accolto la decisione di de Blasio con entusiasmo, aggiungendo: «Troppi americani cominciano a sentire il divario tra i nostri ideali professati tutti i giorni a voce e i modi con i quali la legge li applica giorno dopo giorno». Gli Stati Uniti hanno assistito a un’ondata di agitazioni senza precedenti nelle ultime settimane. Tutto ha preso il via dalla decisione delJury di non incriminare Darren Wilson, il poliziotto colpevole di aver ucciso l’adolescente Michael Brown, a Ferguson, Missouri. Gli espertidelle Nazioni Unite sui diritti umani hanno espresso «seria preoccupazione» riguardo la decisione di non processare i due poliziotti in entrambi i casi, sia quello Brown sia quello Garner. I manifestanti, mercoledì notte, hanno inscenato anche dei funerali: trasportando delle bare vuote con sopra dei fogli con scritto “il razzismo uccide” e “questo finisce oggi”, hanno urlato anche degli slogan contro le forze dell’ordine. Jason Pollock, un manifestante, ha dichiarato: «Le persone sono stanche di questo sistematico razzismo nel paese. Siamo qui per urlare che oggi è ancora un problema essere neri». La polizia ha minacciato i manifestanti nei sit-in di arresto se non si fossero spostati. Ne hanno fermati più di 80, nelle proteste di mercoledì, nonostante le manifestazioni fossero più che pacifiche. Questo a dimostrazione di quanto la tensione siaalta. Manifestazioni di minore intensità si sono tenute a Chicago, Washington, Denver e Boston. A Minneapolis alcuni manifestanti hanno interrotto il traffico marciando per strada strada o sedendosi nelle carreggiate. Gli attivisti si sono dati tutti appuntamento a Washington il 13 dicembre, seguito da un summit nazionale sui diritti civili. Garner, 43 anni, è stato fermato per strada a New York il 17 luglio, sospettato di ricettazione e contrabbando di sigarette. Dopo un alterco con Daniel Pantaleo, il poliziotto gli ha circondato il collo con il braccio. Garner, che soffriva di asma, è stato gettato per terra e tenuto a forza. Nel video dell’incidente, si sente ripetutamente Garner dire: «Non posso respirare». Alla fine, ha perso conoscenza ed è morto. Il medico legale ha assicurato che la morte di Garner è avvenuta per asfissia «causata dalla compressione del petto e la posizione assunta durante l’arresto». Il sindacato di polizia e l’avvocato di Pantelo, StuardLondon, hanno assicurato che l’agente ha utilizzato una mossa assolutamente priva di rischio per effettuarel’arresto di Garner, visto che il metodo del “chokehold”, dello strangolamento, è bandito dai regolamenti della polizia di NY. Pantaleo ammette di aver sentito Garner dire «non riesco a respirare», ma sostiene di aver pensato che una volta messo a terra e sdraiato su un lato, Garner sarebbe stato rianimato dai paramedici. Sempre Pantaleo sostiene di aver cercato di convincere Garner a obbedire al poliziotto, una cosa che non si vede nel video.
Caso Garner, proseguono le proteste in Usa
Le proteste sono iniziate quasi spontaneamente mercoledì. Ora gli attivisti radicali stanno puntando tutto sull’investigazione federale decisa dal Presidente Obama
