Elezioni anticipate in Israele il 17 marzo. La data è stata decisa, ha riferito il portavoce della Knesset Eran Sidis «al termine di consultazioni tra i partiti» dopo che martedì il premier Benjamin Netanyahu aveva chiesto lo scioglimento dell’assemblea legislativa a causa delle fratture interne alla maggioranza. La decisione dovrà in ogni caso essere approvata dai deputati ma già oggi avrà inizio il percorso per l’approvazione di una norma che metta fine alla legislatura. In realtà il via libera di fatto allo scioglimento del Parlamento era stato dato dallo stesso Netanyahu, quando aveva silurato due ribelli dell’esecutivo, il ministro delle Finanze Yair Lapid, a capo del partito Yesh Atid, e la responsabile del dicastero della Giustizia Tzipi Livni, leader della delegazione di negoziatori al processo di pace. La Miccia che aveva scatenato una frattura nel governo era stata la legge sulla nazionalità, quella che indica in Israele lo «Stato della nazione ebraica» e potenzialmente apre la strada, secondo i suoi critici, alle discriminazioni verso la parte araba della popolazione. Forte di sondaggi favorevoli, Netanyahu punta a una vittoria.
Israele, lite nel governo. Il 17 marzo si torna a votare
