Esteri

Libia, liberato anche Gianluca Salviato

Il tecnico era stato rapito in Cirenaica lo scorso marzo. La Farnesina: "Già rientrato in Italia"

A pochi giorni di distanza dal ritorno in Italia di Marco Vallisa, l'ingegnere piacentino rapito in Libia il 5 luglio scorso, anche Gianluca Salviato torna in libertà. Il tecnico italiano era stato rapito nella Cirenaica, a Tobruk, il 22 marzo 2014, mentre stava lavorando in un cantiere della “Enrico Ravanelli” di Venzone (Udine). Il rapimento probabilmente è stato opera di uno dei tanti gruppi fondamentalisti attivi in Libia dopo la caduta di Gheddafi e legati ad Al Qaeda. Una vicenda simile  a quella di Vallisa, che sarebbe stato tenuto in prigionia per 130 giorni da una banda di islamisti che interpretano una versione mercenaria della jihad, interessati soprattutto al denaro. Salviato sarebbe stato rapito con ogni probabilità proprio per ottenere un riscatto. Il tecnico, 48 anni, originario della provincia di Venezia, lavorava da alcuni anni per la società di costruzioni “Ravanelli”, impegnata dall'ottobre 2012 nei lavori degli impianti idrici e fognari di Tobruk. Essendo diabetico, fin dai primi momenti si era temuto per le sue condizioni di salute. Al momento del rapimento, infatti, l'azienda aveva confermato che nella sua auto abbandonata era stata rinvenuta l'insulina che utilizzava per far fronte alla malattia. Oggi la Farnesina, che aveva intrapreso una lunga trattativa con i rapitori, dà notizia della sua liberazione e annuncia che Salviato è già rientrato in Italia. "Grazie a unità di crisi, ottimo lavoro servizi, ambasciata", ha scritto su Twitter il ministro degli Esteri Paolo Gentiloni. La sorella di Salviato, Cristiana, ha raccontato: "Gianluca ci ha chiamati di persona, ieri sera alle 19.20. Non siamo riusciti a contenerci, non ci potevamo credere, abbiamo cominciato a urlare all'impazzata". E ha aggiunto: "Sapevo che la Farnesina stava lavorando, ci avevano informato ma senza troppi dettagli. Ieri è arrivata la sua telefonata in cui diceva: 'Sto rientrando'. Gioia pazzesca". La telefonata di Salviato ha avuto un effetto particolare su Gelsomina Bergamo, la mamma del tecnico, che in questi mesi si era battuta come un leone, mandando lettere ai ministri e chiedendo aiuto di tutti per capire cosa fosse successo a suo figlio. La donna, ieri sera, è finalmente riuscita a rilassarsi dopo 8 mesi di tensione. "È stato un secondo parto - ha detto ai figli - come se fosse nato una seconda volta" Dopo la liberazione di Salviato, sono ancora quattro gli italiani nel mondo ancora in mano a rapitori. Si tratta di Padre Paolo Dall'Oglio, il gesuita rapito nel luglio del 2013 in Siria, delle due giovani cooperanti Vanessa Marzullo e Greta Ramelli, anche loro scomparse in Siria il 31 luglio dello scorso anno e di Giovanni Lo Porto, di cui non si hanno più notizie dal 19 gennaio 2012. Il cooperante si trovava in Afghanistan. Bernd Muehlenbeck, dell'ong tedesca Welthungerhilfe, rapito con Lo Porto, è stato liberato il 10 ottobre di quest'anno.

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