Esteri

Migranti, Londra se ne lava le mani

La Gran Bretagna non finanzierà il pattugliamento del Mediterraneo Il governo: «Incoraggia le traversate». Stop a Mare nostrum, al via Triton

La Gran Bretagna si chiama fuori, come se il problema della marea umana di disperati che tentano di entrare in Europa per cercare un futuro migliore non la riguardasse. Il governo britannico, infatti, rispondendo ad un’interrogazione alla Camera dei Lord, ha affermato che non sosterrà le future operazioni di ricerca e salvataggio di migranti nel Mediterrano. Motivo? «Riteniamo che queste missioni creino un fattore di attrazione involontario incoraggiando più migranti a tentare la traversata pericolosa del mare, determinando così le morti più tragiche e inutili. Il Governo ritiene che il modo più efficace per prevenire l'arrivo di rifugiati e migranti che tentano un viaggio pericoloso è quello di concentrare la nostra attenzione sui Paesi di origine e di transito, nonché l'adozione di misure contro i contrabbandieri che volontariamente mettono a rischio la vita dei migranti a bordo di in imbarcazioni insicure». Posizione che in Italia ha riscosso l’immediato apprezzamento di Lega e FdI. Sarebbe una strategia efficace, se non fosse che finora è rimasta solo una dichiarazione d’intenti. Di fatto, è un modo per lavarsene le mani. Le persone, infatti, continueranno a fuggire da miseria, guerre e persecuzioni se non verranno rimosse le cause di questo esodo. E finora nulla è stato fatto in questa direzione. Lo ha detto chiaramente l’amministratore delegato del Consiglio per i rifugiati, ong britannica, Maurice Wren, che ha avvertito che la posizione del Regno Unito contribuirà che più persone «inutilmente e vergognosamente moriranno alle porte dell'Europa». E ha aggiunto: «Il governo britannico sembra ignaro del fatto che il mondo è in preda alla più grande crisi di rifugiati dalla fine della seconda Guerra mondiale». Secondo Wren, «la gente in fuga dalle atrocità non smetterà di arrivare. Salire a bordo di una barca traballante in Libia resterà una decisione apparentemente razionale, se la si è presa per salvarsi da un Paese in fiamme». Anche Michael Diedring, segretario generale del Consiglio europeo per i rifugiati, sostiene che l'Unione dovrebbe cambiare radicalmente il suo approccio al problema, permettendo a più persone di entrare legalmente. «Una delle ragioni - ha spiegato - per cui queste persone stanno intraprendendo il viaggio è perché la politica dell'UE non offre un mezzo sicuro e legale per accedere al suolo europeo, di presentare una domanda di asilo. Così - continua - per le persone che sono bloccate in Nord Africa, in fuga per la loro vita, che sono perseguitate, che fuggono dalla guerra, che non hanno scelta perché le loro case sono state bombardate e distrutte, i loro familiari sono stati uccisi, sono state violentate e torturate e sono passati attraverso i viaggi orrendi, per queste persone l'unico modo per tentare di arrivare in Europa è attraverso la criminalità organizzata». L'Italia intanto si appresta a porre fine all'operazione «Mare Nostrum» grazie alla quale sono state soccorse 150.000 persone in un anno. Dal 1 novembre l'Unione europea lancerà infatti «Triton» che sarà gestita dall'agenzia Ue Frontex. «La nostra operazione è esclusivamente quella del controllo delle frontiere. Mare Nostrum mirava alla ricerca e al soccorso. Sono due operazioni molto diverse - ha spiegato la portavoce di Frontex, Isabella Cooper, al programma della Bbc, Radio 4 Today - La nostra operazione riguarda una specifica area operativa e abbiamo solo un paio di navi e qualche aereo a disposizione».

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