Esteri

Morto Ben Bradlee, storico direttore del Washington Post

E' stato il direttore che guidò il giornale al premio Pulitzer per la sua copertura dello scandalo Watergate

È morto all'età di 93 anni Ben Bradlee, ex direttore del Washington Post che guidò il giornale al premio Pulitzer per la sua copertura dello scandalo Watergate. E' lo stesso quotidiano, affermando che Bradlee è morto per cause naturali nella propria abitazione. Nei ruoli di caporedattore prima e direttore poi, Bradlee fu l'uomo che trasformò il Post da un modesto giornale cittadino a un grande quotidiano nazionale. Grazie a lui entrarono nella redazione molti reporter di talento, che segnarono nuovi standard giornalistici ed editoriali e diedero grande rispetto al giornale. Bradlee iniziò a farsi strada nel giornalismo grazie all'amicizia con il presidente John Fitzgerald Kennedy e ottenne la notorietà screditandone un altro, Richard Nixon, aiutando i giornalisti Bob Woodward e Carl Bernstein a seguire lo scandalo Watergate. "Non vedremo più uno come lui", aveva detto il senatore di New York Daniel Patrick Moynihan quando Bradlee lasciò il Post nel 1991, aggiungendo che l'eredità del direttore sarebbe durata "nelle ere future". La figura di Bradlee ottenne lustro anche grazie alla sua interpretazione da parte dell'attore Jason Robards nel film premio Oscar del 1976 'Tutti gli uomini del presidente. Bradlee era una delle poche persone a conoscere da sempre l'identità della fonte dello scandalo Watergate, la famigerata 'Gola profondà, che nel 2005 si rivelò essere l'agente dell'Fbi W. Mark Felt. Il presidente Obama ricorda il direttore del Post come un grande giornalista. "Per Ben Bradlee il giornalismo era più di una professione, era un bene pubblico vitale per la nostra democrazia". Barack Obama, commentando la morte dell'ex direttore del Washington Post che guidò il giornale nell'inchiesta sullo scandalo Watergate. "Un vero cronista, trasformò il Post in uno dei migliori quotidiani del Paese e, con lui al comando, un esercito di giornalisti sempre più grande pubblico le carte del Pentagono (Pentagon papers) e portò alla luce lo scandalo Watergate, raccontandoci notizie che dovevano essere raccontate e che ci aiutarono a capire il nostro mondo e a capirci fra di noi un pò meglio", ha aggiunto il presidente. "Gli standard che ha fissato, alla base di un'esposizione delle notizie onesta, oggettiva e meticolosa, hanno incoraggiato molti altri a intraprendere la professione" di giornalista. Per i protagonisti del caso Watergate, Berstein e Woodward: "Ben era un vero amico e un capo geniale nel giornalismo. Ha cambiato per sempre la nostra professione. Il suo principio inflessibile era la caccia alla verità e la necessità di quella ricerca. Aveva il coraggio di un esercito, aveva una comprensione intuitiva della storia della nostra professione e del suo impatto formativo su di lui e su tutti noi, tuttavia ne era completamente svincolato", hanno aggiunto i due giornalisti. "Era una persona originale che ha segnato da solo il suo cammino. Gli volevamo molto bene e non lo dimenticheremo mai né sarà mai sostituito nelle nostre vite», conclude il messaggio ci Bernstein e Woodward.

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