Esteri

Messico, 43 studenti scomparsi

L’esercito messicano e la polizia federale si stanno, in queste ore, dirigendo verso la città, dove le autorità stanno indagando sulla scomparsa degli studenti dopo le violenze del mese scorso

In Messico, per ora, si contano solo 43 studenti scomparsi e la scoperta di una fossa comune. È bastato questo per far sì che il presidente decidesse di inviare le truppe federali nel sud del paese, a Iguala. L’ordine, per la polizia locale, è di deporre le armi. Lo Stato contro lo Stato. In Messico è possibile anche questo. La Gendarmerie messicana prenderà il controllo della zona, anche con la forza, ha dichiarato. L’area interessata si trova nella zona meridionale della città di Iguala. Monte Alejandro Rubido Garcia, il capo della commissione che sta investigando sui fatti, ha spiegato il Presidente messicano, Enrique Peña Nieto, ha ordinato che lo Stato federale prendesse il controllo della situazione. L’esercito messicano e la polizia federale si stanno, in queste ore, dirigendo verso la città, dove le autorità stanno indagando sulla scomparsa degli studenti dopo una notte di violenze lo scorso mese. Le autorità accusano la polizia locale di essere coinvolta nelle sparatorie della notte del 26 settembre, durante le quali è stato aperto il fuoco contro autobus carichi di studenti e giocatori di calcio. Da allora, 43 studenti di un college sono completamente “svaniti”. Gli investigatori hanno ritrovato tracce di fosse comune non segnate in zone vicine alla città lo scorso week end, e ammettono che il ritrovamento potrebbe essere collegato al caso. I procuratori di Stato dicono che sono stati rinvenuti i resti di almeno 28 persone dentro le fosse, ma che i resti, carbonizzati, impediranno un riconoscimento veloce. Ci vorranno mesi per identificarli tutti. Per essere sicuro che il messaggio arrivasse forte e chiaro, la polizia federale messicana ha twittato una foto della colonna in marcia verso Iguala a sirene spiegate. Il caso ha attirato l’attenzione nazionale e alimentato le critiche. «Come tutta la società messicana, sono disgustato da quanto è successo e di certo non è assicurata l’impunibilità a nessuno». Ha twittato Peña Nieto lunedì mattina. Il procuratore generale ha dichiarato lo stesso giorno, di aver creato una commissione ad hoc per investigare sulla scomparsa degli studenti.

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