Esteri

Giappone, strage sul Mont Ontake

L’esplosione del vulcano ha colto tutti di sorpresa, nonostante alcune avvisaglie che però erano state sottovalutate. Secondo le ultime stime i morti potrebbero essere oltre 50

Sono 43 i corpi ritrovati finora su Mont Ontake, il vulcano giapponese esploso durante il periodo delle escursioni. Gli ultimi sette morti sono stati ritrovati nelle ore scorse. L’esplosione del vulcano ha colto tutti di sorpresa, nonostante alcune avvisaglie che però erano state sottovalutate. Secondo le ultime stime i morti potrebbero essere molti di più. «I soccorritori hanno trovato sette persone in arresto cardiaco, le stanno trasportando giù». Aveva dichiarato un ufficiale dal villaggio di Otaki, da dove parte una ferrovia che sale verso la montagna. Secondo i giornali locali sono almeno una ventina le persone che mancano ancora all’appello, difficilmente rintracciabili, tenuto presente che una buona parte del vulcano resta inaccessibile a causa dei gas tossici e del vapore che ancora lo avvolgono. Sono oltre mille gli uomini schierati dal governo, tra poliziotti e vigili del fuoco, per contrastare gli effetti dell’eruzione. Gli unici successi però che possono annoverare per ora sono il ritrovamento di ventiquattro cadaveri domenica, e dieci che sono stati identificati e che però non possono essere ancora rimossi. Per far capire quanto sia grave la situazione, un ufficiale della Prefettura di Crisi di Nagano ha voluto spiegare che per portare via i corpi dalla montagna sono stati utilizzati degli elicotteri, vista la pericolosità di lavorare da terra. «Noi crediamo – ha detto l’ufficiale – che ci siano delle persone ancora disperse. Ma per ora non sappiamo quale sia il numero». Alla televisione di Stato, la NHK, i soccorritori hanno confermato di aver visto dei corpi, ma di non essere ancora nelle condizioni di sicurezza di effettuare il recupero. Agli escursionisti giapponesi è espressamente richiesto di segnalare l’inizio e la fine del percorso, quando hanno terminato. Ma secondo un’associazione turistica locale, la Asahi Shimbun, «solamente il 10 o il 20% degli escursionisti si registra, rendendo nota la loro posizione durante la stagione delle escursioni». Il report per ora conferma che ci sarebbero stati 327 turisti ufficiali sul monte Ontake al momento dell’eruzione. I soccorritori vogliono sperare che le persone che non rispondono all’appello siano già andate via dalla montagna, dimenticandosi di registrare la fine della gita. «Veramente sappiamo poco o nulla – ha detto un ufficiale di Asahi – neanche se ci siano o meno persone sepolte sotto metri di cenere». Per ora, i vigili del fuoco cercano 71 persone, mentre la Prefettura di Nagano continua a ricevere centinaia di denunce di parenti di persone scomparse che pensano si trovassero sul vulcano. Le autorità avvertono che alcune di queste segnalazioni potrebbero non avere niente a che vedere con la tragedia. Centinaia di persone erano sul versante della montagna, quando il vulcano è esploso facendo scoppiare il tappo del cratere. Molti sono riusciti a scendere, ma centinaia sono rimasti intrappolati sulla sommità. L’autopsia sui primi dodici cadaveri ritrovati ha dimostrato che a causarne la morte sono state le pietre infuocate che li hanno colpiti come proiettili. Fotografie aree fanno vedere una coperta di polvere e detriti che ricopre la porzione superiore del versante dal quale emergono crateri di un metro, frutto dei proiettili lanciati dall’esplosione.

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