E' una dichiarazione di guerra. Un appello globale che arriva da New York. Il mondo si interroga sul futuro dello Stato Islamico. Il presidente americano, Barack Obama, intervenendo di fronte alla 69esima Assemblea Generale dell'Onu, chiede di unirsi agli Stati Uniti nella lotta contro l'Is. "Deve essere distrutto", afferma. Con la coalizione, gli Stati Uniti smantelleranno il network della morte con la forza. Non ci può essere ragionamento, né negoziato, con questo marchio del male. "Nessun Dio perdona questo terrore che i jihadisti hanno seminato in Iraq e Siria, dove sorelle, madri e figlie sono state sottoposte a stupri come un'arma di guerra, bambini innocenti sono stati uccisi". "L'unico linguaggio compreso da killer come questi è il linguaggio della forza", ha continuato Obama, tornando a ripetere che gli Stati Uniti lavoreranno con un'ampia coalizione per smantellare i terroristi. "Il mondo e le comunità musulmane respingano con forza l'ideologia di Al Qaida e dell'Is", dice rivolgendosi direttamente ai giovani musulmani. Il mea culpa. "Troppo spesso, non siamo riusciti a far rispettare le norme internazionali quando è stato scomodo farlo. Non abbiamo affrontato con forza sufficiente l'intolleranza, le tensioni interconfessionali e la disperazione che alimentano l'estremismo violento in troppe parti del globo". Obama fa dietro front e chiede scusa al mondo. Il leading from behind, oggetto del dibattito durante la campagna elettoale di due anni fa, paga il prezzo che il partito repubblicano aveva annunciato da tempo. Ha fallito. Ma afferma "Non intendiamo inviare truppe americane a occupare terre straniere". Sarà chiamata un'ampia coalizione a smantellare questa rete della morte". Gli Stati non sono e non saranno mai in guerra con Islam. L'Islam insegna la pace, e quando si parla di America ed Islam, non ci sono noi e loro, c'è solo noi, perché milioni di musulmani americani sono parte del nostro paese. Il discorso al Palazzo di Vetro, sottolinea di rifiutare ogni idea di scontro di civiltà e che il destino dell'umanità dipende dal fatto che noi siamo uniti contro quelli che tentano dividerci, usando fanatismo ed odio. Il fronte interno. In un'estate segnata da instabilità in Medio Oriente e Europa dell'Est, so che il mondo ha notato quello che succedeva in una piccola città, Ferguson, del Missouri, dove un giovane è stato ucciso e la comunità si è spaccata". Così Obama, conclude il discorso pronunciato al Palazzo di Vetro, ha riconosciuto come le tensioni razziali che si sono registrate in America possano essere usate dai nostri critici per accusare gli americani di non rispettare i propri ideali. "Noi accettiamo l'esame del mondo, perché quello che vedete in America è un paese che ha lavorato costantemente per affrontare i propri problemi e rendere l'unione più perfetta", ha aggiunto, sottolineando che in America affrontiamo le nostre differenze nello spazio aperto della democrazia. "Siamo pronti a difendere il nostro patrimonio di libertà". Con questa promessa Barack Obama ha concluso il suo intervento all'Assemblea Generale dell'Onu. "I cittadini del mondo ora guardano a noi qui", e si attendono che siamo "onesti, degni e coraggiosi quanto loro sono nella loro vita quotidiana. Posso promettervi che gli Stati Uniti non si lasceranno distrarre o dissuadere da ciò che va fatto. Siamo eredi di un orgoglioso patrimonio di libertà, e siamo pronti a fare il necessario per garantirlo per le generazioni che verranno. Unitevi a noi in questa missione comune, per i bambini di oggi e quelli di domani".
Obama: "Il mondo si unisca contro l'Is"
Il presidente americano chiede scusa ma smentisce l'intervento di truppe di terra. Poi alle delegazioni: "Gli Stati Uniti lavoreranno con un'ampia coalizione per smantellare i terroristi"
