Esteri

"Italia mia, ti ringrazio ma solo a metà"

di Massimiliano Latorre

Cari amici, scusate l’assenza non voluta dovuta alle mie condizioni fisiche. Vorrei ora rivolgerVi un personale e sentito ringraziamento per gli innumerevoli messaggi di conforto, supporto e incoraggiamento. È già passata una settimana da quando ho rimesso piede sul suolo Patrio anche se mi sembra trascorso solo un giorno. Sono qui, a casa circondato dall’affetto della famiglia, dei figli degli amici e dei parenti. Mi rendo conto che molte cose sono cambiate a cominciare dalla mia salute. Nonostante le sedute giornaliere di fisioterapia sono consapevole che la strada che spero mi consentirà di ritornare un uomo simile a quello che ero fino al 31 agosto 2014 sarà lunga e tortuosa. Oltre voi permettetemi di ringraziare anche, pubblicamente, le persone a cui devo la vita in quanto è grazie al loro intervento che mi è stato possibile riabbracciare i miei figli e scrivervi ora queste due righe: la mia compagna Paola che ha da subito capito la gravità di quanto mi stesse accadendo, Salvatore, chiamato in soccorso da Paola, che mi ha caricato sulle spalle e mi ha portato in ospedale senz aperdere un minuto, il dottor Raieev Ranian che il buon Dio ha voluto fosse di turno in quel momento per iniettarmi la medicina che mi ha consentito di riprendermi e che è diventato il mio angelo custode durante la degenza in ospedale a New Delhi. Sono fiducioso nel continuo operato delle Signore ministro Pinotti e Mogherini, sono felice e riconoscente di come la ministro Pinotti si sia catapultata a Delhi per farmi sentire il suo affetto, che va ben oltre ogni carica politica e Istituzionale, preoccupandosi di portare con sé una èquipe medica al fine di accertare il mio stato di salute. Grazie anche all’ammiraglio Binelli sempre vicino e presente e al Comandante Mendicini, ai dottori Caruso e Marrocco che con umanità e simpatia hanno esaminato la mia situazione e vigilato sulla terapia. Grazie ai miei due colleghi e amici Capo Morabito e Capo Nasole e a tutta l’équipe medica dell'ospedale militare di Taranto che quotidianamente mi aiutano e si occupano della mia riabilitazione. Grazie al Colonnello Sirimarco e ai carabinieri di Taranto tutti che vigilano su di me ogni giorno. Grazie anche agli amici giornalisti che hanno accolto il mio appello affinché privacy e discrezione prevalessero sgombrando immediatamente il campo da og ni strumentalizzazione. Sono sinceramente grato. Grazie alla comunità Italiana e ai diplomatici, mi hanno coccolato come un figlio come un fratello. Mai avrei immaginato un’affetto così forte. È bello essere persone piene di sentimento e di amore da donare al prossimo. Salvo e Vania grazie per tutto quello che avete fatto per me e Paola durante quella settimana terribile passata in ospedale. Grazie anche a chi non ha avuto il coraggio di fare neanche una telefonata, capisco e non ne sono turbato, quando volete sapete dove trovarmi, io non ho mai portato rancore a nessuno. Questo è il mio carattere. Grazie ancora alle Signore ministre che con la loro caparbietà, tipicamente femminile, stanno continuando ad adoperarsi quotidianamente per la soluzione di questa assurda vicenda battendosi per il rientro di Salvo. Attendo quel momento come uomo, come amico ma anche come capo team che sente costantemente la responsabilità dei suoi uomini. Grazie amici, grazie Italia. Anche se oggi il mio è un grazie a metà!

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