Esteri

Rouhani: "L'ISIS uccide l'umanità intera"

Il presidente: "Gli assassinii e le decapitazioni sono motivo di disonore per l'Isis e di tristezza e preoccupazione per tutto il genere umano"

Ascoltandolo, sembra quasi di sentir parlare il leader di un paese occidentale. Invece, si tratta di Hassan Rouhani, Presidente dell’Iran, che ha definito le recenti decapitazioni perpetrate dalle truppe criminali dell’ISIS, come un’offesa contro l’umanità, inclusi i musulmani stessi. «Loro vogliono uccidere l’essere umano, e dal punto di vista islamico uccidere una persona innocente significare fare del male all’umanità intera». Secondo la traduzione del discorso di Rouhani fatta dalla NBC, le parole sarebbero: «L’uccisione e la decapitazione di una persona innocente getta vergogna su di loro ed è un problema per tutta l’umanità». Secondo Rouhani la cosa fondamentale, riguardo alle vittime, non sarebbe la loro nazionalità, o religione: ma il fatto etico di essere semplicemente degli innocenti. Le morti del cooperante inglese David Haines, del giornalista americano James Foley e di Steven Sotloff, colpevole di essere ebreo, sono dal punto di vista iraniano delle assurdità.  «Chi può realmente tollerare di vedere un innocente messo a morte?». Ha detto il Presidente iraniano. Paese, ricordiamo, dove le esecuzioni capitali, anche di persone innocenti, colpevoli solo di essere omosessuali, per esempio, sono all’ordine del giorno. «Non fa differenza, secondo noi, se si tratti di un cristiano, ebreo o musulmano o anche seguace di un’altra religione. E non ci interessa la nazionalità». Le uscite di Rouhani hanno lasciato tutti spiazzati. Erano completamente inattese. Il motivo del cambio di strategia iraniano è facilmente comprensibile. Da un primo disinteresse si è passati a un nuovo modello, perché il Califfato sunnita comincia a fare paura a uno Stato prevalentemente sciita. Paradossalmente, adesso si vedranno Iran e Usa lavorare per lo stesso obiettivo, pur su piattaforme diverse per non compromettersi. Obama continuerà la sua politica del cielo e l’Iran vedrà il da farsi molto presto. Nella sua intervista alla NBC, Rouhani ha definito «ridicolo» il tentativo di Kerry, il Segretario di Stato americano, di creare un fronte anti ISIS di paesi islamici. Sempre “ridicolo” è stato definito il tentativo di non invischiarsi in una guerra di terra, usando solo le forze aeree. «Gli americani – si è chiesto ironicamente Rouhani – hanno paura che i loro soldati cadano nella battaglia che proclamano essere contro il terrorismo, forse?». «È possibile – ha continuato – combattere il terrorismo senza scendere in campo?». Inoltre il Presidente iraniano ha fatto alcune allusioni a dei bombardamenti americani in Siria contro l’ISIS; azione militare americana portata avanti senza coordinarsi con il regime di Assad, che è un alleato dell’Iran. Il contrasto diventa evidente, quando si tiene presente che gli Stati Uniti, invece, appoggiano delle forze moderate di opposizione ad Assad. Ali Shamkhani, il Segretario del Consiglio Nazionale Supremo per la Sicurezza, ha dichiarato alla televisione di Stato di aver rifiutato l’invito ricevuto dal ministro degli Esteri danese, Martin Lidegaard, di unirsi alla coalizione US contro l’ISIS. Motivo? Uno degli obiettivi della coalizione a guida americana sarebbe la protezione dello Stato di Israele, e questo l’Iran non lo può proprio accettare.

Commenti

I commenti non sono al momento disponibili e saranno ripristinati non appena possibile. Grazie per la pazienza.