Non riconoscere la dignità delle richieste economiche oggi all’origine della minaccia dello sciopero generale a chi ha dimostrato e dimostra senso estremo del dovere è veramente un rischio. È chiedere troppo. Questa protesta è seria. Non è possibile che uno Stato in crisi attinga sempre alle stesse casse. Il programma del governo dovrebbe essere un altro: garantire i servitori e i cittadini onesti, perseguire i disonesti e gli evasori. Lei ha sottolineato e ribadito che non soggiacerà a ricatti. Ma questo, signor primo ministro, non è un ricatto. Si sta elemosinando il giusto. Con una differenza rispetto a quello che è accaduto fino a qualche tempo fa: le famiglie non ce la fanno più. I tutori dell'ordine e della sicurezza sono uomini comuni che vivono nella sua stessa società. A loro non sfugge quello che accade. Stavolta sono stanchi davvero. E non di morire per l’Italia, ma per aver compreso che ogni sacrificio non basterà a dare loro voce. Non sottovaluti il grido di chi, anche ora, in questo momento, sta aiutando qualcuno a tirarsi fuori dai guai, sta arrestando un malvivente, sta conducendo inchieste. Magari pagando la benzina a spese proprie.
CARO PREMIER FACCIA....
Non riconoscere la dignità delle richieste economiche oggi all’origine della minaccia dello sciopero generale a chi ha dimostrato e dimostra senso estremo del dovere è veramente un rischio. È...
