Esteri

L'appello degli amici di Sotloff allo Stato Islamico

I membri del gruppo, che parlano 20 lingue diverse, si sono impegnati per eliminare dal web ogni possibile collegamento fra Sotloff

Una rete di 150 fra amici e conoscenze di Steven Sotloff, il giornalista americano decapitato dai miliziani dello Stato Islamico, era a lavoro dal suo sequestro per mantenere il segreto sulla sua origine ebraica e la sua cittadinanza israeliana. Lo ha rivelato oggi il sito Ynet. I membri del gruppo, che parlano 20 lingue diverse, si sono impegnati per eliminare dal web ogni possibile collegamento fra Sotloff, gli ebrei e Israele, esaminando con attenzione tweet e post su pagine facebook. La rete si è ingrandita mano a mano che si cercava di contattare tutti gli amici di Sotloff perché mantenessero il silenzio. Sono stati raggiunti i giornali israeliani con i quali aveva lavorato per cancellare dal web gli articoli che portavano la sua firma e il New York Times ha accettato subito di cancellare dal sito un articolo in cui si rivelava che il giornalista era nipote di sopravvissuti dell'Olocausto. Altri quotidiani hanno collaborato per custodire il segreto. L'operazione condotta dagli amici è iniziata poco dopo il rapimento di Sotloff in Siria nell'agosto 2013. Allora il dipartimento di Stato americano aveva avvertito la famiglia Sotloff di mantenere un basso profilo, non fare menzione delle sue origini ebraiche e cancellare ogni traccia in merito su internet. In questo modo si sperava di aumentare le possibilità di sopravvivenza del giornalista rapito. Apparentemente i miliziani dell'Is non hanno scoperto che Sotloff era ebreo e lo hanno ucciso in quanto americano. Solo ieri, dopo il video della decapitazione, è stato reso noto che Sotloff era anche cittadino israeliano.

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