Esteri

I genitori di Ashya scarcerati in Spagna

I coniugi inglesi fermati per aver portato via il piccolo dall'ospedale di Southampton: il bambino verrà trasferito in un nosocomio di Praga

Sembrava continuare il dramma della famiglia di Ashya King, invece, per ora, c’è un po’ di luce anche in questa triste storia. Dopo averlo rapito il figlio affetto dal medulloblastoma da un ospedale inglese per portarlo in Spagna, dove volevano farlo sottoporre a una cura specifica per il cancro del bambino, i genitori erano stati arrestati a Malaga. A 500 km da dove si trovava il figlio. Erano lì per vendere una casa di proprietà per coprire le spese dell’operazione. Ma il vento sta cambiando. La famiglia di Ashya adesso è stata riunita.   In principio, il padre del bambino, Brett, temeva che gli fosse impedito di vedere il figlio dopo l’arresto. Ashya, nel frattempo, era in custodia del giudice minorile che si sta occupando del caso. Ma un’udienza all’High Court l’altrieri, Justice Baker si è dimostrato contrario all’idea che il bambino fosse separato dai suoi genitori. In effetti, successivamente non è stato espresso nessun parere sfavorevole al fatto che i due potessero vedere il figlio. Ma il Judicial Office ha espressamente dichiarato che riguardo il futuro di Ashya non potranno essere prese decisioni senza l’approvazione della Corte. Un portavoce ha dichiarato: «All’udienza dell’altro ieri, il giudice ha riaggiornato il caso a lunedì prossimo, permettendo così ai genitori, ora in Spagna, di poter essere presenti in aula e presentare così i loro obiettivi riguardo il trattamento del bambino». «Se dovesse esistere una divergenza di vedute – ha continuato il portavoce del tribunale – tra i parenti del bambino e i medici sarà la Corte a dirimere la questione, probabilmente durante l’udienza di lunedì». Se le parti dovessero trovare un accordo, la Corte allora appoggerà l’accordo raggiunto, e il giudice farà in modo che il trattamento inizi il prima possibile, senza ulteriori ritardi.   Ashya per ora si deve preparare a muoversi dalla Spagna per andare nella Repubblica Ceca per ricevere il trattamento che i suoi genitori desiderano che abbia. La sua cartella medica è stata già spedita al Proton Therapy Centre a Praga, che è dichiaratamente il luogo idoneo per poter avere il protocollo medico adatto per lui. I genitori sono stati liberati dal Soto del Real, una prigione vicino Madrid l’altro ieri dopo che le autorità inglesi avevano fatto cadere le accuse contro di loro, proprio grazie alle critiche piovutegli addosso da tutto il mondo. Un portavoce del centro ceco ha rivelato di aver già ricevuto delle informazioni aggiuntive riguardo le condizioni mediche di Ashya. Ha dichiarato che il Dottor Gary Nicolin, un pediatra oncologo e leader del dipartimento pediatrico oncologico di Southampton, gli avrebbe spedito tutte le informazioni mediche del bambino, comprese i report istologici e le fotografie. Sempre secondo il portavoce le informazioni sono state visionate alle otto di questa mattina. Il dottor Jiri Kubes, capo del reparto Proton Therapy Center, ha dichiarato: «Siamo d’accordo. Il trattamento ai protoni è il migliore per Ashya». «Ashya – ha continuato – deve venire immediatamente a farsi curare qui; ma deve anche tornare il prima possibile a casa sua. Guarito».   Ashya si sottoporrà prima a due cicli di chemioterapia, come ha spiegato il dottor Nicolin, che dovrebbero richiedere alcune settimane. Solamente dopo sarà possibile procedere al trattamento “proton”. Per aiutare la famiglia è stata aperta anche una pagina internet per un fundraising che per ora ha raggiunto la quota di 21mila sterline. Questa mattina, i genitori di Ashya hanno descritto, durante una conferenza stampa, l’angoscia di essere separati dal bambino durante l’arresto. Il signor King ha parlato di «cuore spezzato», mentre sua moglie Naghmeh ha detto di aver «pianto a dirotto» in cella. Sempre King, parlando alla BBC ha detto: «Il mio cuore è a pezzi. Voglio vedere mio figlio». Parlando del suo travaglio ha dichiarato: «la cosa peggiore è non essere stato in grado di smettere di piangere. Cosa potevo fare in prigione per lui?». La coppia è stata comunque liberata questa notte dopo che le autorità inglesi hanno fatto decadere la richiesta di estradizione. Non hanno rabbia i due genitori, la sola cosa che desiderano, hanno ripetuto ancora una volta è «rivedere mio figlio, mi manca». «Non ho rabbia – ha spiegato King – non è il sentimento utile in questo momento. Voglio solo rivedere il suo viso». La madre ha aggiunto: «Voglio umettargli le labbra, non riesce a bere da solo. Voglio lavargli i denti. Voglio girarlo ogni quindici minuti, da solo non ci riesce. Voglio tornare a fare le cose che facevo a Southampton». «Non possiamo perdere altro tempo – hanno dichiarato – a nostro figlio restano pochi mesi se non dovesse funzionare la terapia». «Non sappiamo cosa accadrà adesso ad Ashya – hanno spiegato nella conferenza stampa prima della riunificazione – ce lo hanno portato via». «Gli abbiamo urlato che non sapevano che cosa fare, non sapevano che dovevano muoverlo ogni ora. Non erano interessati. Volevano solo portarcelo via». «Adesso fortunatamente possiamo rivederlo, e dargli l’amore di cui ha un disperato bisogno, non c’è altro scopo nella vita di un genitore». Infine, King ha rivolto un ringraziamento al primo ministro David Cameron e a tutti quelli che si sono mossi attivamente per aiutarli.

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