È ancora gelo tra Russia e Nato, che non ha invitato Mosca al prossimo vertice nel Galles il 5 e 6 settembre, ma la diplomazia punta su Minsk, dove oggi andranno sia Vladimir Putin che Petro Poroshenko. «Non sarà un negoziato facile», ha avvertito il capo della diplomazia russa, Serghei Lavrov, che non ha escluso un faccia a faccia tra il capo del Cremlino e il presidente ucraino. Putin parteciperà al vertice dell'Unione doganale (Russia-Bielorussia-Kazakhstan) a Minsk con l'Ucraina e la Ue, a cui saranno presenti omologo di Kiev, l'Alto rappresentante per la politica estera della Ue, Catherine Ashton, e i commissari all'Energia e al Commercio, Guenther Oettinger e Karel De Gucht. In caso di faccia a faccia, il Cremlino ha fatto sapere di aspettarsi «prima di tutto una discussione franca sulla soluzione della crisi ucraina e sulle questioni umanitarie». «Sono ancora molti i temi da discutere: la crisi interna all'Ucraina stessa, la terribile catastrofe umanitaria nell'Est del Paese, la necessità di un cessate il fuoco», ha affermato il portavoce del Cremlino, Dmitri Peskov, secondo il quale però «è difficile aspettarsi che in questo incontro i presidenti potranno discutere tutta l'ampia agenda". Non e' escluso comunque che in questo formato possa per esempio venire trattato anche il dossier del gas. Quanto accade sul terreno, però, contraddice gli sforzi delle cancellerie. Un convoglio di «decine» di blindati condotti da russi «travestiti» da separatisti, ha affermato Kiev, «è stato fermato dalle guardie di frontiera, la battaglia è in corso» nell'area di Mariupol, una città costiera di 500.000 abitanti sul mare di Azov, nella regione di Donetsk, a circa 50 km dal confine con la Russia. Mariupol è il cuore della siderurgia ucraina, che qui trova le più importanti fabbriche. La città ècontrollata dal governo di Kiev, che accusa Mosca di voler aprire un nuovo fronte di battaglia. Dal canto suo, la Russia fa sapere che intende inviare un altro convoglio umanitario un Ucraina. Lavrov ha auspicato «collaborazione» da parte delle autorità ucraine e che non si verifichi alcuna «interferenza politica» e si è detto convinto che l'invio debba avvenire questa settimana. «L'intenzione - ha aggiunto - è accordarsi con le guardie di frontiera e la dogana ucraina sulla stessa rotta e gli stessi parametri, seguìti dal precedente convoglio».
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