Esteri

L’embargo russo blocca 2.800 camion di frutta

MOSCA .lLa guerra in Ucraina ha bloccato 2.830 camion di frutta alla frontiea con la Russia. Pesche e uva italiane, mele polacche, prugne spagnole. Mosca non le fa entrare perché l’Unione Europea ha...

MOSCA .lLa guerra in Ucraina ha bloccato 2.830 camion di frutta alla frontiea con la Russia. Pesche e uva italiane, mele polacche, prugne spagnole. Mosca non le fa entrare perché l’Unione Europea ha applicato una lunga serie di sanzioni alla Russia, su richiesta degli Stati Uniti. «La situazione è da paura - afferma Davide Del Bello, esportatore di prodotti ortofrutticoli - L’embargo ci ha colpiti mentre avevamo fuori 33 camion, alcuni già in dogana russa, altri in Bielorussia, altri per strada». Il Maap di Padova, la principale piattaforma italiana verso i Paesi dell’Europa orientale, è in tilt. Quarantacinque milioni 280 mila euro il valore della frutta europea fermata alla frontiera dalle controsanzioni di Mosca. L’Unione Europea sta valutando se presentare ricorso all’Organizzazione Mondiale per il Commercio (Wto) contro l’embargo di un anno decretato dal governo russo come reazione alle sanzioni Ue. Il Brasile intanto aumenterà le esportazioni di carne e latticini in Russia. Per noi «è una finestra di opportunità», afferma Ricardo Santin, vice presidente del'Associazione per le Proteine Animali, che rappresenta i produttori di pollame e maiale. Il Brasile esporta 8 miliardi di dollari di pollame l'anno, ma le vendite verso la Russia ammontano solo al 3% del totale. Nel 2013 sono state esportate verso la Russia 47mila tonnellate di pollame brasiliano, per un valore compreso fra 130 e 150 milioni di dollari. La società cinese Baozun aprirà un interporto a Dongningun per l'esportazione diretta di frutta e verdura verso l'Estremo Oriente russo, dopo che la settimana scorsa Mosca ha varato un embargo settoriale sull’import agro-alimentare da Unione Europea, Usa e da altri Paesi che le hanno imposto sanzioni per la crisi in Ucraina. Brasile e Cina fanno parte - assieme a Sudafrica, India e Russia - del gruppo dei Brics che ha deciso il 16 luglio scorso la costituzione di una banca comune. Anche la Polonia è stata penalizzata dall’embargo. Verso Mosca esporta la metà della produzione di mele. Che ora la Russia non vuole più, sostenendo che sono state coltivate utilizzando troppi antiparassitari. La Polonia ha quindi chiesto agli Stati Uniti di acquistare le mele rimaste invendute ma non ha al momento ricevuto risposta. In difficoltà pure i produttori agricoli greci, che ieri hanno chiesto all’Unione europea di cancellare le sanzioni contro la Russia.

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