Ormai diventato il califfo Ibrahim alla guida di un emirato a cavallo tra la Siria e il nord dell'Iraq, Abu Bakr al-Baghdadi, il leader dell'Isil, ha intorno a sé un'aura di mistero e leggenda. È un abile stratega militare ed un assassino spietato sulla cui testa gli Stati Uniti hanno messo una taglia da 10 milioni di dollari, ma su di lui che da semplice militante islamista in pochi anni ha scalato i vertici dell'Isil, vi sono poche informazioni certe. È lui il nuovo Osama Bin Laden - scrivono gli analisti - perché è "più violento, aggressivo e anti-americano" di Ayman al-Zawahiri, l'egiziano che guida al-Qaeda, che da più di 10 anni se ne sta rintanato nell'area al confine tra Pakistan e Afghanistan. "Mentre al-Baghdadi ha fatto tantissimo, conquistando città, mobilitando un numero incredibile di persone, uccidendo senza pietà tra la Siria e l'Iraq", sostiene l'ex capo dell'antiterrorismo britannico Richard Barrett. Chi lo ha conosciuto lo descrive come un personaggio carismatico, dal passato misterioso. E sono rare le sue foto ritenute autentiche: in una appare con una carnagione olivastra e un viso tondo. Nell'altra, diffusa a gennaio dal governo iracheno, indossa una tunica nera e ha una folta barba. L'immagine è sfocata, come se fosse stata scattata da un'altra foto. Ma all'inizio di luglio l'emiro sembra voler cambiare strategia, e - pochi giorni dopo che i media iracheni avevano diffuso la notizia che il leader dell'Isil era stato ferito in un bombardamento dell'aviazione di Baghdad - su Internet è stato diffuso un video che mostra il califfo mentre pronuncia un sermone nella moschea di Mosul. Nel video, il califfo ringrazia Allah per aver ristabilito il califfato che era stato "perso" per secoli. Ed esorta alla jihad: "Se volete sicurezza, rispettate Dio, se volete la vita, rispettate Dio. E se volete un vita onorevole, combattete la jihad in nome di Dio". E pochi giorni dopo sono le foto della moglie del califfo, Saja Hamid al Dulaimi, ad essere pubblicate. L'identità della donna, però, è già nota almeno dal mese di marzo, quando un leader del Fronte al Nusra fa sapere che la moglie di al Baghadadi è tra le detenute che sono state rilasciate dal governo siriano in cambio del rilascio delle suore di Maulula, rapite lo scorso dicembre. L'intera famiglia della Dulaimi, che è vedova di Falleh Ismail Jassem, un leader del gruppo iracheno Rashideen ucciso dalle forze irachene ad Anbar nel 2010, è fedele alla causa dell'Isil. Secondo quanto dichiarato dal Fronte al Nusra, al momento del rilascio la donna era detenuta insieme ai due figli ed al fratello minore, mentre il padre Ibrahim, anch'egli un leader dell'Isil, sarebbe stato ucciso dalle forze siriane lo scorso settembre. E la sorella Duaa avrebbe partecipato ad un attacco suicida ad Erbil. Altre fonti citate da Al Arabya, riportano degli altri elementi, meno bellicosi, della moglie del leader dell'Isil, che secondo qualcuno avrebbe lavorato come parrucchiera, secondo altri come sarta nella provincia di Anbar. È invece nato nel 1971 a Samarra, città santa per gli sciiti dell'Iraq settentrionale, Awwad Ibrahim Ali al-Badri al-Samarrai - questo il vero nome di al-Baghdadi - che si ritiene un discendente diretto del profeta Maometto. Secondo la biografia apparsa su alcuni siti jihadisti, al-Baghdadi viene da una famiglia religiosa. Tra i suoi fratelli e gli zii ci sono predicatori ed insegnanti di logica e retorica. Ha conseguito un dottorato all'ex Università Islamica di Baghdad. Per questo motivo molti dei suoi seguaci si appellano a lui chiamandolo Dottore. Si ritiene che nei primi anni Duemila, durante il periodo dell'intervento americano in Iraq, sia stato a sua volta un predicatore. Nel caos di quegli anni ha abbracciato l'islam radicale, fondando un gruppo armato nell'Iraq orientale e operando al fianco di al-Zarqawi. La scarsità di notizie sul suo passato - suggeriscono gli analisti - potrebbe essere legata a una strategia ben precisa, come spiega Musreq Abbas su al-Monitor: "Il mistero che circonda al-Baghdadi a livello di personalità, movimenti, famiglia e del suo 'inner circlè è il risultato di ciò che è accaduto in passato ai leader jihadisti, che sono stati uccisi una volta scoperti i loro movimenti". Ma in questa mancanza di informazioni c'è addirittura chi afferma che al-Baghdadi sia un agente del Mossad, dal vero nome di Simon Elliott o Elliott Shimon, addestrato per seminare il caos, attraverso l'organizzazione Daesh, nome arabo dell'Isil, nei paesi arabi confinanti con Israele. Secondo il sito americano Veterans Today, al Baghdadi sarebbe nato da genitori ebrei e scelto dall'intelligence israeliana per portare a termine un piano dei servizi americani, israeliani e britannici. E secondo il sito Egy-press, l'intelligence iraniana sarebbe in possesso anche di una fotografia dell'agente israeliano Elliott Shimon. Le informazioni su al-Baghdadi sono più attendibili dopo il 2005, quando è stato catturato dalle forze Usa che lo hanno tenuto prigioniero quattro anni nel carcere di Camp Bucca, nel sud dell'Iraq e poi rilasciato. È a questo periodo che risale la prima foto del leader dell'Isil. La sua ascesa ai vertici della formazione jihadista è datata invece 2010, dopo che diversi leader di gruppi legati ad al-Qaeda in Iraq sono stati uccisi. La svolta alla sua 'carrierà da jihadista è dovuta al conflitto scoppiato in Siria nei primi mesi del 2011. La guerra civile, che ha provocato un vuoto di potere in diverse aree del paese, ha dato una spinta decisiva al reclutamento dell'Isil. In pochi anni 12mila estremisti islamici - 3mila dei quali occidentali - hanno scelto di arruolarsi tra le fila del gruppo di al-Baghdadi, che appare in continua espansione. Il capo dell'Isil sta infatti reclutando nuovi gruppi un tempo affiliati ad al-Qaeda, in particolare in Yemen e tra gli shabaab somali. L'organizzazione di al-Zawahiri è un concorrente, ma con poco appeal tra le frange radicali islamiche. "Se sei un ragazzo che cerca azione, oggi devi andare con al-Baghdadi", sottolinea Barrett. Anche ora che si è guadagnato il rispetto dei militanti islamici per le sue capacità in battaglia, al-Baghdadi mantiene un profilo basso. Si dice che nessuno sappia dove sia.Secondo alcuni, quando incontra un prigioniero è solito indossare una maschera per non farsi riconoscere. A giugno si è staccato definitivamente dalla leadership di al-Qaeda, malgrado i tentativi di al-Zawahiri di riportarlo nei ranghi. "Ho scelto di farmi comandare da Dio e non da chi gli è contro", ha il messaggio inviato da al-Baghdadi all'egiziano.
Chi è al-Baghdadi, il califfo del terrore
Cresciuto in una famiglia di predicatori. Ha studiato logica e retorica conseguendo un dottorato all'università di Baghdad. Si è allontanato da al Qaeda scrivendo ad al-Zawahiri: "Ho scelto di farmi comandare da Dio e non da chi gli è contro"
