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Ebola ora è emergenza mondiale: mille vittime

L’Oms: la peggiore epidemia in 40 anni. Ma non vengono vietati i viaggi in Africa occidentale RETROSCENA Virus pilotato dietro l'epidemia. Morto il medico che sapeva

Ebola, il virus che ha già ucciso 961 persone e ne ha contagiate 1.779 in Sierra Leone, Guinea, Liberia e Nigeria, è ora un'emergenza internazionale. L’Organizzazione mondiale della sanità ha decretato ieri l’allarme dopo aver consultato i massimi esperti di malattie infettive. L’obiettivo è quello di creare «una risposta coordinata a livello globale per frenare l’epdemia». «La più estesa degli ultimi quarant’anni nell’Africa occidentale», ha spiegato Margaret Chan, direttore generale dell'Oms. «È un evento straordinario e un rischio di salute pubblica per altri Paesi«. «Ebola è una malattia infettiva , non è una patologia misteriosa, può essere fermata», ha sottolineato Keiji Fukuda, vicedirettore generale Oms , raccomandando che «i funerali e le pratiche di sepoltura delle persone morte per Ebola devono essere condotti da personale ben addestrato» per evitare il rischio di trasmissione del virus. Che avviene mediante il contatto con i fluidi corporei delle vittime colpite anche se già decedute. Nonostante l’emergenza l’Oms sostiene che «non è necessario alcun divieto generale di viaggi e di commercio internazionali a causa dell’Ebola, a parte per le persone colpite dal virus o che ne potrebbero essere venute a contatto». E aggiunge che «i Paesi dove c’è Ebola dovrebbero condurre test di uscita e in entrata a tutte le persone negli aeroporti, nei porti e negli altri punti di snodo».Una raccomandazione difficile da attuare. La Gran Bretagna preferito fermare i voli con i paesi africani in cui si sta diffondendo il virus. Gli Usai stanno rimpatriando i familiari dei diplomatici dell'ambasciata di Monrovia. Nelle ultime 48 ore alte 62 persone sono state contagiate, tra cui un missionario spagnolo e un turista ugandese sbarcato nello scalo di Entebbe dopo un soggiorno di lavoro in Sud Sudan. Dove però non ci sono mai stati casi di Ebola.Gli Stati, socondo l’organizzazione mondiale per la sanità, «dovrebbero essere preparati al rimpatrio di eventuali connazionali (ad esempio operatori sanitari) esposti al virus». E ora è caccia al vaccino per una malattia che al momento non ha cure. Lunedì prossimo l’Oms ha convocato una riunione speciale sui farmaci non approvati contro Ebola. Ci sono prodotti che «potrebbero rappresentare una potenziale opzione per trattare alcuni dei pazienti ma sono disponibili in piccole quantità». L’Italia, ha ricordato l’Associazione microbiologi clinici, «non corre rischi concreti di diffusione del virus Ebola sia per i ridotti scambi esistenti con Liberia, Guinea e Sierra Leone sia per i tempi di incubazione dell’infezione, al massimo di 21 giorni, inferiori a quelli di arrivo degli immigrati provenienti dal Centro Africa». La Ue sta monitorando la situazione.

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