Esteri

Se il pop degli One Direction diventa la "musica dei terroristi"

Zayn Malik, uno dei componenti del gruppo, ha ricevuto in poche ore centinaia di minacce dopo aver postato su Twitter un appello per la liberazione della Palestina

Se anche il pop diventa filoislamista che ne esce fuori? Un putiferio social con tanto di minacce di morte, stroncature e appelli a tacere. La musica occidentale tende la mano ai militanti di Hamas, l'organizzazione islamista (che per cultura si scontra con i costumi euroamericani). I tweet della boyband inglese degli One Direction e le dichiarazioni di Rihanna fanno riflettere. Il tifo per la libertà della Palestina si estende in lungo e in largo nel globo, frutto molto spesso di conseguenze distorte dalla realtà. Per lo più disinformazione. La crisi mediorientale non è solo militare, ma proprio nella sconfitta a tavolino dei miliziani palestinesi sul piano degli armamenti si legge una loro vittoria culturale e politica su larga scala che si consolida quando parte del mondo si convince che la loro causa sia giusta e sacrosanta. Oltre mille morti dall'inizio del conflitto possono far accrescere la voglia di una pace rapida, ma sostenere Hamas e i suoi razzi vuol dire rendersi complici di pratiche lontane dalla legalità. Non è questo il luogo dei processi e chi scrive non ha intenzione di mettere la parola "fine" a un confronto che dura ormai da più di mezzo secolo. Ma le risposte che arrivano al post di Zayn Malik, uno dei componenti degli One Direction appunto, parlano da sole. Il giovane cantante ha ricevuto in poche ore centinaia di minacce dopo aver postato un appello per la liberazione della Palestina. Il giovane idolo delle ragazzine di tutto il mondo, salito alla ribalta con gli altri componenti del gruppo dopo aver vinto una edizione di X Factor e nelle scorse settimane in tour anche in Italia, dopo aver twittato ai suoi 13 milioni di follower "#FreePalestine" è stato infatti sommerso di attestati di stima, 130mila condivisioni, ma anche numerose lamentele sfociate anche in gravi minacce. #FreePalestine. — zaynmalik1D (@zaynmalik) 28 Luglio 2014 "Ammazzati" o "Fatti ammazzare" sono stati i commenti meno aggressivi di chi si era sentito offeso o turbato dall'appello, giunto a pochi giorni da quello di un'altra cantante, Rihanna, che aveva ricevuto lo stesso trattamento, per poi subito cancellare il suo tweet contro Israele. La guerra nella Striscia di Gaza, che ha finora visto oltre mille palestinesi morire sotto il fuoco israeliano, si intreccia così all'immagine pubblica di una delle band più seguite del momento. Un'altra estimatrice da Tel Aviv ha risposto a Malik: "Tu hai molti fan anche in Israele. Sono scioccata dal fatto che uno dei miei idoli voglia vedermi morta". Lo scorso 19 luglio, 45mila persone avevano marciato a Londra in sostegno della Palestina e contro la guerra. Ma nel cuore di chi ascolta il pop batte ancora un ritmo filoisraeliano.

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