Esteri

Hamas-Israele, cessate il fuoco da domani

Prosegue la tregua umanitaria 5 ore chiesta dall'Onu dopo l'uccisione dei 4 bambini palestinesi sulla spiaggia. Ma tre razzi partono da Gaza dopo l'inizio

Israele e Hamas si sono accordati per una nuova tregua a partire dall'alba di domani, le 6:00 (le 5:00 ora italiana). La notizia arriva da fonti anonime israeliane, ma non e' stata ancora confermata da Hamas. Da giorni sono in corso al Cairo i negoziati. Le delegazioni di Israele e Hamas sono arrivare nella notte nella capitale egiziana e hanno preso alloggio nello stesso albergo. All'inizio della settimana il cessate-il-fuoco messo a punto dall'Egitto era stato accettato da Israele, ma respinto da Hamas, e infatti si temeva che il movimento islamista potesse respingere anche l'ipotesi della tregua umanitaria: tregua che invece e' cominciata stamane seppure sembra esser stata violata dal lancio di colpi di mortaio da Gaza. Il nodo piu' delicato del negoziato sono due richieste di Hamas: la liberazione dei 54 palestinesi stati rilasciati per la liberazione di Gilad Shalit e poi riarrestati da Israele nel corso delle operazioni in Cisgiordania dopo l'uccisione dei tre adolescenti israeliani; e poi la richiesta di Hamas di sbloccare il porto di Gaza. Prosegue nel frattempo la tregua di cinque ore con Israele per consentire l'evacuazione dei feriti più gravi e l’ingresso degli aiuti umanitari per la popolazione stremata della Striscia, come richiesto dalle Nazioni Unite. L’esercito israeliano ha annunciato che avrebbe cessato il fuoco per cinque ore dalle 9 di questa mattina. Israele ha comunque avvertito che ci sarebbero state delle conseguenze «ferme e decise» nel caso in cui Hamas o altri gruppi militari avessero continuato i loro attacchi contro Israele. Nonostante la tregua, tre razzi sono stati lanciati da Gaza, dopo due ore dall'inizio, e hanno colpito la zona di Eshkol, nel sud di Israele. L'esercito israeliano ha sventato inoltre un tentativo di un gruppo di miliziani di Hamas di infiltrarsi in un kibbutz vicino alla frontiera con la Striscia attraverso un tunnel sotterraneo. Almeno due insorti sono morti negli scontri con le forze di sicurezza afgane a seguito di un attacco sferrato contro l'aeroporto di Kabul. I Talebani hanno rivendicato l'attacco. I colpi sparati da un blindato israeliano hanno colpito una casa a Rafah, nel sud della Striscia di Gaza, uccidendo tre palestinesi, e feremdone altri quattro, pochi minuti prima che entrasse in vigore la tregua. Dopo la rottura del primo accordo di tregua, il sistema antimissilistico israeliano “Iron Dome” ha continuato a intercettare i missili che piovevano su Israele. Nella mattinata, il primo ministro Benjamin Netanyahu, si è rivolto alla Comunità Internazionale perché «condanni Hamas doppiamente, sia per crimini di guerra e per l’utilizzo di civili come scudi umani, sia per il lancio di missili». Netanyahu, in conferenza stampa, ha detto che  «Israele continuerà a fare quanto dovuto perché possa considerarsi un paese sicuro, fino a quando la pace non sarà ristabilita», ribadendo quanto sia importante «demilitarizzare Gaza», un elemento sul quale tutta la Comunità Internazionale dovrebbe insistere. I commenti a caldo arrivano da un ufficiale di Hamas che dichiara come il gruppo abbia formalmente chiuso la porta all’accordo proposto dall’Egitto, che così vede diminuito il suo ruolo diplomatico nella zona; proposta che prevedeva il cessate-il-fuoco. Sami Abu Zuhri, il portavoce di Hamas, in un messaggio di mercoledì aveva dichiarato: «Informiamo il Cairo che noi non accettiamo la proposta». Da parte israeliana c’è ancora la speranza che il piano egiziano si possa salvare in qualche modo, ma Abu Zuhri ha spiegato seccamente che il progetto è stato completamente rigettato. Entrambe le parti mercoledì sono così tornate a scontrarsi. L’esercito israeliano ha dichiarato di aver abbattuto 50 targets di Hamas a Beit Lahiya, una città con una popolazione che non supera le 70mila unità, nella zona nord di Gaza, poi a Zeitoun e Shijaiyah, altre due aree sempre nella parte settentrionale della Striscia. I numeri diffusi dai palestinesi dicono che gli attacchi aerei israeliani hanno finora colpito 30 case. Raggiunte anche le abitazioni dei vecchi capi di Hamas Mahmoud Zahar, Jamila Shanti, Fathi Hamas e Ismail Ashkar. Zahar è stata una figura chiave durante gli scontri violenti a Gaza nel 2007, mentre gli altri tre erano membri del parlamento palestinese eletti nel 2006. Molti degli altri leader di Hamas si sono nascosti dall’inizio dell’offensiva. Gli attacchi aerei israeliani hanno anche colpito una strada che costeggia il mare, dove sono morti 4 bambini palestinesi, tutti cugini tra i 9 e gli 11 anni. Altri sette, adulti e bambini, sono rimasti feriti nello scoppio. L’esercito israeliano ha aperto un’indagine riguardo l’incidente.  Il presidente israeliano uscente, Shimon Peres, ha chiesto scusa ai palestinesi per l'accaduto. Intervistato dalla Bbc, Peres si è detto "profondamente dispiaciuto" per le giovani vittime, la cui morte "è stata conseguenza di un incidente". In risposta, Hamas ha sparato 74 razzi, 29 dei quali intercettati. «Non posso non condannare violentemente l’azione di Hamas di continuare a lanciare razzi, alla faccia dello sforzo di cercare una via d’uscita», ha detto il Segretario di Stato americano, John Kerry. «Io spero che la leadership di Hamas adesso capisca cosa sia meglio fare per negoziare, per fermarsi, per discutere». Così Tony Blair, ex primo ministro inglese e ora inviato per la pace in Medioriente. Il leader dell'Autorità nazionale palestinese, Mahmoud Abbas, vedrà oggi il presidente egiziano al-Sisi, al Cairo.

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