Si è dimesso. William Hague ha annunciato il suo ritiro dal ministero degli Esteri britannico. Ed è forse la sorpresa più grande di quello che è il progetto di restyle che David Cameron, primo ministro inglese, sta facendo del suo governo. Hague, che ha rivestito l’incarico per oltre quattro anni, adesso diventerà il leader della Casa dei Comuni, fino alla prossima tornata elettorale. Un ben magro compenso. Hague si è dichiarato orgoglioso del lavoro svolto finora come ministro degli Esteri. L’ex ministro è in politica da tanto tempo. La sua prima elezione risale al 1989 e, con vari ruoli, ha guidato il Partito Conservatore all’opposizione dal 1997 al 2001. «Il rinnovo in politica è una cosa giusta, detenere un ufficio non è uno scopo in sé. Dopo 26 anni da parlamentare, è giunto il momento di dare una svolta alla mia vita» ha twittato lunedì. Cameron, da parte sua, ha elogiato il contributo dato da Hague alla causa conservatrice. «Mi piacerebbe ringraziarlo ancora più calorosamente – ha twittato il primo ministro inglese lunedì scorso– ora che si ritira anche dalle prossime elezioni». «Fino a quel momento, - sempre Cameron su Twitter - sono felice che lui rimanga, de facto, anche un parlamentare, e che giochi un ruolo nella prossima campagna elettorale, e ora come Capo della Camera dei Comuni». Sarà Philip Hammond a prendere il posto di Hague alla guida del Foreign Office, lo ha confermato David Cameron. Hammond, che è stato Segretario alla Difesa inglese, è anche un forte critico dell’UE. Ed è forse da rintracciare in questa sua posizione il perché della sua promozione. In un momento delicatissimo per Cameron che si vede schiacciato politicamente dai movimenti anti europeisti, in qualche modo si è trovato costretto a scegliere una via di mezzo: tra il politicamente accettabile dall’UE e dai suoi elettori. Qualcuno, insomma, che si potesse presentare come un critico inserito nell’establishment comunque europeo. Cameron ha promesso un referendum sulla permanenza inglese nell’Unione Europea per la fine del 2017, legando questa possibilità alla sua rielezione come primo ministro nelle elezioni del 2015. In quella tornata i conservatori correranno insieme ai Liberal. Cameron chiede che l’Unione sia riformata, per questo motivo era in prima linea per cercare di bloccare la nomina di Jean-Claude Juncker, ma i suoi sforzi sono stati tutti bloccati. Certo è che l’Ue ha risposto alle elezioni più difficili della sua storia rimanendo uguale a se stessa. Junker sarà riconfermato dal parlamento Europeo martedì. Un altro Big a essere caduto dentro il mirino del primo ministro è il parlamentare veterano di tante battaglie ed ex Cancelliere dello scacchiere, il ministro del tesoro inglese, britannico, Ken Clarke, un europeista convinto. «Ken Clarke è un titano della politica per molte generazioni. La sua saggezza e le sue analisi mancheranno durante le riunioni del Gabinetto ». Ha dichiarato, sempre via Twitter, David Cameron.
Si dimette il ministro inglese Hague
E' stato ministro degli Esteri per oltre quattro anni, adesso diventerà il leader della Casa dei Comuni, fino alla prossima tornata elettorale
