Al quinto giorno dell'offensiva israeliana "Margine protettivo contro Gaza" Hamas avverte di non volare su Tel Aviv e reagisce con una pioggia di razzi Qassam: ne sono caduti numerosissimi, in una serie di aree del sud e del centro dello Stato ebraico. E ancora tre bambini disabili sono morti in un bombardamento israeliano che ha colpito un orfanotrofio di Beit Lahya, nel nord della Striscia di Gaza: lo sostiene l'agenzia palestinese Quds Press. Nel raid sarebbero rimaste ferite alcune infermiere della struttura. Nessun commento da parte di Israele che in altre occasioni ha accusato i miliziani palestinesi di nascondere razzi e armi anche all'interno di moschee, ospedali e altri istituti di cura. Intanto, salgono a 127 le vittime totali palestinesi dall'inizio dell'offensiva. Oltre 900 sono rimasti feriti, mentre nelle ultime ore hanno perso la vita in 22. Cessate il fuoco Onu. Il Consiglio di Sicurezza Onu ha lanciato all'unanimità un appello a tute le parti, palestinesi e israeliani, ad un cessate il fuoco nelle ostilità a Gaza, giunte al quinto giorno, esprimendo anche preoccupazione per la protezione dei civili di entrambe le parte. "I membri del Consiglio di Sicurezza chiedono la de-escalation della situazione, il ritorno alla calma, ed il ritorno al cessate il fuoco raggiunto a novembre del 2012", quando si chiuse l'ultimo conflitto tra Hamas e Israele. Intanto Regno Unito, Stati Uniti, Francia e Germania discuteranno domani del cessate il fuoco relativo alla situazione di crisi. Palazzo Chigi. E' grave e preoccupante la sanguinosa escalation di violenza in corso tra Israele e Hamas, si apprende a palazzo Chigi, e dunque l'Unione europea deve fare sentire la propria voce, unita, per sostenere ogni tentativo di tregua e iniziativa di dialogo per fermare una spirale di odio senza ritorno. Il governo italiano, sempre a quanto si apprende, fa osservare che, come presidente di turno dell'Ue, l'Italia è in contatto continuo con i leader europei e che nelle prossime ore, tra l'altro, il ministro degli Esteri italiano sarà in Israele, Egitto e Palestina. Palazzo Chigi chiede dunque che la drammatica situazione mediorientale sia messa al centro del vertice di mercoledì prossimo, convocato per definire gli assetti delle istituzioni europee. Politica e terrorismo nella striscia. Nella crisi di Gaza non è ancora possibile stabilire quale sia la parte vincente, ma in molti concordano nel vedere un sicuro perdente, vale a dire il presidente dell'Autorità nazionale palestinese (Anp), Mahmoud Abbas. L'offensiva militare su Gaza ha affossato ogni tentativo di soluzione politica con Israele, alla quale Abbas lavorava, e ora anche in Cisgiordania, dove il suo partito Fatah è più forte, la popolazione comincia a guardare a Hamas come a un punto di riferimento. "Guardate il numero e la qualità dei razzi di Hamas - dice Jamal Hamdan, ingenere elettronico 50enne di Ramallah - e guardate allo straordinario addestramento dei suoi combattenti. Penso che addirittura Hazbollah possa essere invidioso. E intanto Abbas si comporta con timidezza, ci aspettiamo molto di più da lui". Nell'entourage del capo dell'Anp, molti affermano che questa situazione sia stata accuratamente pianificata da Israele per indebolirlo. Ai negoziati di pace senza speranza è seguita un'operazione militare che fa emergere le forze palestinesi più estremiste ai danni di quelle moderate. E anche la tempistica dell'operazione, lanciata poco dopo la formazione di un governo di unità, non sembra casuale. "Per Israele l'obiettivo di questa guerra è politico - sostiene Husam Zomlot, responsabile degli Affari esteri nel partito Fatah - è una vendetta contro Mahmoud Abbas. Israele vuole spingerci tutti nell'arena militare, perché quello è il terreno su cui è più forte". Fino a pochi giorni fa, Hamas conosceva a Gaza un crollo di consensi. Governata per anni dal movimento di resistenza, la Striscia vive una situazione economica e umanitaria drammatica. Ma oggi i suoi 1,7 milioni di abitanti sostengono la resistenza e incolpano Israele di tutti i loro mali. Quando lo scorso mese Fatah e Hamas si sono accordati per un governo di unità, era il movimento islamico a essere più in difficoltà e ad aver bisogno di un accordo, che è stato descritto inizialmente come una vittoria politica di Abbas. Ma il conflitto in corso ha sollevato il velo sul fatto che Abbas e il nuovo governo siano praticamente assenti a Gaza e non producano alcun impatto sul terreno. "La riconciliazione non ha prodotto nulla per Gaza - dice Mustafa al-Sawwaf, scrittore e analista politico residente a Gaza - Il governo di unità esiste solo sulla carta, me nessuno di noi lo ha visto". E nella cerchia più ristretta dei fedelissimi di Abbas non manca chi comincia a sostenere che, per riconquistare consensi, anche il capo dell'Anp debba scendere nell'arena e passare a una strategia militare. «Non credo che Abbas possa andare avanti in questo modo - dice Ziad Abu Ein, dirigente di Fatah - Abbiamo bisogno di un'agenda per mettere fine all'occupazione di Israele. Altrimenti non ci sarà mai la pace». La denuncia di Teheran. Una dura presa di posizione contro gli Stati Uniti in merito alla crisi di Gaza è arrivata dal ministro iraniano degli Esteri, Mohammad Javad Zarif, che ha accusato Washington di fornire a Israele le armi con cui viene attaccato il territorio palestinese."Sappiamo - ha detto Zarif in un'intervista al canale statunitense Nbc - che le armi che Israele usa per attaccare i civili a Gaza gli sono state fornite dagli Stati Uniti". Zarif ha quindi attaccato le Nazioni Unite, per non aver condannato la condotta degli Usa e per non aver attivato il Consiglio di Sicurezza con il fine di trovare una soluzione alla crisi. "Gli Stati Uniti e il gli altri membri del Consiglio di Sicurezza - ha detto - hanno la responsabilità morale e giuridica di mettere fine a tutto questo". Il ministro ha quindi chiesto la "fine immediata" dei raid aerei israeliani su Gaza. A una domanda del giornalista sulle responsabilità di Hamas, Zarif ha risposto che l'Iran "non può condannare un popolo che si sta solo difendendo". "Crediamo - ha concluso - che le azioni che hanno messo i civili in pericolo a Gaza e che hanno imposto restrizioni all'accesso dei civili a medicinali e cibo debbano essere condannate con forza dalla comunità internazionale".
Gaza, ancora raid. Salgono a 135 le vittime
Nuovi raid nella notte. Colpito un orfanotrofio mentre tra i palestinesi sale l'apprezzamento per Hamas. Abbas in difficoltà. L'Onu chiede il cessate il fuoco
