«Il flagello della droga continua ad imperversare in forme e dimensioni impressionanti, alimentato da un mercato turpe, che scavalca confini nazionali e continentali. In tal modo continua a crescere il pericolo per i giovani e gli adolescenti. Di fronte a tale fenomeno, sento il bisogno di manifestare il mio dolore e la mia preoccupazione». Non ha usato mezze misure Papa Francesco per condannare ieri il narcotraffico e il consumo di stupefacenti. Lo ha fatto parlando ai partecipanti della 31ª «International Drug Enforcement Conference», la riunione annuale dei capi delle agenzie antidroga mondiali. «Vorrei dire con molta chiarezza: la droga non si vince con la droga! La droga è un male, e con il male non ci possono essere cedimenti o compromessi - ha aggiunto il Papa - Pensare di poter ridurre il danno, consentendo l’uso di psicofarmaci a quelle persone che continuano ad usare droga, non risolve affatto il problema. Le legalizzazioni delle cosiddette "droghe leggere", anche parziali, oltre ad essere quanto meno discutibili sul piano legislativo, non producono gli effetti che si erano prefisse. Le droghe sostitutive, poi, non sono una terapia sufficiente, ma un modo velato di arrendersi al fenomeno. Intendo ribadire quanto già detto in altra occasione: no ad ogni tipo di droga. Semplicemente. Ma per dire questo no, bisogna dire sì alla vita, sì all’amore, sì agli altri, sì all’educazione, sì allo sport, sì al lavoro, sì a più opportunità di lavoro». Il Papa, che oggi sarà in visita a Cassano all’Jonio, diocesi calabrese del segretario generale della Cei mons. Galantino, ha citato il caso dei giovani che non studiano e non lavorano: «Entra in questa mancanza di orizzonte, di speranza, e la prima offerta sono le dipendenze, tra le quali la droga. Le opportunità di lavoro, l’educazione, lo sport, la vita sana: questa è la strada della prevenzione della droga. Se si realizzano questi "sì", non c’è posto per la droga». Le parole del Pontefice hanno suscitato reazioni contrastanti. «Caro Papa, è la proibizione che ha aumentato il mercato turpe. Col controllo legale sarebbe tutto più facile» afferma Marco Perduca, rappresentante all'Onu del Partito Radicale. «Realizzare che in tanta sofferenza e mancanza d'ascolto generale ci sia una persona della sua levatura a sostenere quello che noi diciamo ci dà il coraggio di continuare nel nostro lavoro» sostiene invece Antonio Tinelli, coordinatore del comitato sociale di San Patrignano.
«No a ogni tipo di droga, anche quelle leggere»
Dura condanna da parte di Papa Francesco: con il male non ci possono essere compromessi
