L’incontro mondiale che si sta tenendo a Londra sulla “Fine delle violenze sessuali nei conflitti”, è il punto di svolta per cercare di rilanciare gli sforzi a livello globale per porre fine alla pratica dello stupro come arma di guerra. Lo ha dichiarato oggi l’organizzazione mondiale che si occupa diritti umani Human rights Watch. Secondo l’organizzazione, i governi convenuti dovrebbero usare l’incontro, iniziato il 10 giugno e che si concluderà oggi, per prendere impegni pubblici significativi, dare fine alla impunità per chi commette violenze sessuali, per assistere i sopravvissuti e prevenire i futuri stupri. Il summit di Londra è il punto finale di un percorso iniziato mesi fa dal ministero degli esteri inglese, con a capo William Hague, che ha cercato di catturare l’attenzione mondiale sull’uso dello strupro come arma di guerra. Si aspetta che sia il più grande incontro di donatori, agenti governativi, esperti, agenzie delle UN, tutte unite per discutere su come farla finita. «Il costo umano nelle guerre è già altro, ma per le donne e le ragazze e spesso gli adolescenti maschi c'è qualcosa che lì aspetta: la violenza sessuale. Da tutti. E nessuno ti dà protezione». A dirlo è Liesl Gerntholtz, direttrice del settore dei diritti delle donne in HRW. “Il successo si vedrà solamente se il Summit sarà in grado di dire un basta efficace, altrimenti sarà inutile» ha aggiunto. «Ci vogliono azioni concrete». Si registrano attacchi alle donne in Somalia, Mali, Guinea e Colombia. Gruppi armati cercano donne solo per questo motivo in Afghanistan, Colombia, Congo, Costa d’Avorio, Libia, Sri Lanka. Spesso il soccorso per le vittime è assolutamente inadeguato. Prima della morte fisica, sopraggiunge quella sociale che, spesso, favorisce se non anticipa la prima. I paesi con conflitti armati in corso devono mettere bene in chiaro che gli stupratori saranno processati, inclusi gli ufficiali e se necessario la loro truppa e il comandante in capo per l’attacco. «Sono stati fatti progressi, ma le donne in Congo in Somalia e ovunque, beh per loro non è abbastanza» ha continuato Gerntholtz. «I governi devono promuovere l’eguaglianza di trattamento per le ragazze e le donne, aumentare – ha concluso Gerntholtz - gli sforzi per prevenire gli abusi in situazione di conflitto. Staremo a vedere».
Stupri di guerra, a Londra il primo summit
L'incontro mondiale sulla "Fine delle violenze sessuali nei conflitti". L'organizzazione Human rights Watch: "Servono azioni concrete"