Ancora una sparatoria, ancora negli Usa. A Seattle, Stato di Washington, un individuo ha fatto irruzione nella Pacific University, piccolo ateneo privato d'ispirazione cristiano-metodista, e ha aperto il fuoco sui presenti con un fucile da caccia, ferendo quattro studenti: uno di loro, 19 anni, è poi morto in ospedale per le gravissime lesioni riportate. Un'altra, una ragazza anche lei ventenne, versa in stato critico ed è stata sottoposta a un delicato intervento chirurgico. Gli altri due studenti colpiti, un maschio di 22 anni e uno di 24, non sono invece in pericolo di vita. L'aggressore è un 26enne bianco del quale non sono state rese note le generalità. Non è uno studente dell'istituto. E' stato preso in custodia dalle forze dell'ordine. A fermarlo è stato uno degli studenti, che è riuscito a spruzzare dello spray al peperoncino. L'uomo è stato disarmato dopo che era entrato nell'ingresso del palazzo Otto Miller Hall, dove alcuni studenti stavano sostenendo gli esami. Ssono riusciti a bloccarlo fino all'arrivo della polizia. La vittima è morta al Harborview Medical Center. L'università ha isolato il campus per diverse ore, e ha avvisato studenti e dipendenti di rimanere chiusi all'interno. Le lezioni sono state sospese, ed è stata allestita una messa di suffragio. L'aggressore, oltre al fucile, aveva con sé un coltellaccio da caccia e un'enorme quantità di cartucce. Se non fosse stato immobilizzato, avrebbe potuto causare una strage di diemensioni molto più ampie. Le motivazioni del suo gesto sono adesso al vaglio degli inquirenti. Secondo alcune indiscrezioni, l'assalitore sarebbe tale Aaron Ybarra, residente a Mountlake Terrace, località situata una ventina di chilometri più a nord. Il sindaco della città, il democratico Ed Murray, ha manifestato a nome dell'intera comunità lo sdegno non solo per la vicenda in sé, ma anche perché si tratta di un ulteriore episodio di abuso delle armi negli Stati Uniti, appena l'ultimo in ordine di tempo. "Oggi", ha osservato, "sarebbe dovuta essere una giornata di festa in coincidenza con la fine dell'anno scolastico. Invece è stato un giorno di tragedia e di perdita. Ancora una volta". In Canada un 24enne vestito da Rambo ha ucciso tre poliziotti a Moncton, nel sudest del Paese. Oggi è stato catturato, dopo 24 ore di caccia all'uomo. Si tratta di Justin Bourque. La notizia è stata poi confermata dalle autorità, che hanno dato il via libera alla popolazione affinché potesse tornare a uscire di casa senza timori: ieri infatti era stato diramato l'avviso di "cercare riparo", mentre la polizia a cavallo inseguiva il latitante. Uffici, scuole e negozi erano stati chiusi a titolo precauzionale, e nel frattempo si susseguivano gli avvistamenti dell'aggressore, in tuta mimetica, i capelli tenuti fermi da una bandana nera, almeno due fucili automatici a disposizione oltre a una balestra e diversi coltelli. La vicenda, una delle peggiori nel suo genere mai avvenute nel Paese nord-americano, era iniziata mercoledì pomeriggio, quando qualcuno aveva avvertito gli agenti della presenza di uno sconosciuto armato di tutto punto che si stava aggirando in una strada nella parte nord del centro urbano. Erano subito scattate le ricerche ma, quando Bourque se ne era accorto, era fuggito in un bosco e da lì aveva cominciato ad aprire il fuoco. Gli inquirenti ne avevano poi individuato il profilo su Facebook, dove risaliva a due sere fa l'ultimo, sinistro messaggio postato dal giovane, senza alcun precedente penale: "Credo che il mio regno arriverà", vi si leggeva. Accanto, l'immagine del titolare insieme ad altri coetanei, tutti armati come lui, mentre attraversano un'area boscosa corredata da invettive sul diritto di portare armi da fuoco, contro la "minaccia russa" e in odio a istituzioni e forze dell'ordine.
Seattle, fa irruzione nel college e spara. Ucciso uno studente
Un 26enne ha aperto il fuoco con un fucile dentro la Pacific University. Fermato da uno studente con lo spray al peperoncino FOTO In Canada preso il "Rambo" che ha ucciso tre poliziotti
