Esteri

"Provati ma stiamo bene". Liberi i missionari italiani

Liberati i missionari vicentini e la suora canadese, rapiti in Camerun

Liberati i missionari vicentini e la suora canadese, rapiti in Camerun. Grande gioia è stata espressa dal Presidente del Consiglio Matteo Renzi, dal governo italiano e dalle comunità dei confratelli nel Nord (preoccupatissimi per il rapimento, come si è evinto in numerosi servizi televisivi). Il premier ha dato l’annucio su Twitter, dando rassicurazioni sul rientro dei missionari, previsto per stanotte. Tra l’altro, dopo la loro liberazione, è scoppiata un’azione di guerriglia e rappresaglia contro Boko Haram. «Tutta la comunità veneta saluta con grande contentezza la liberazione dei due missionari vicentini e della suora canadese in Camerun: sono davvero felice che per queste persone di grande generosità, fede e coraggio sia finita la prigionia e la sofferenza». Il presidente della Regione del Veneto, Luca Zaia, si unisce così ai sentimenti di gioia con i quali è stata accolta in Italia e particolarmente nella loro terra d'origine la notizia della liberazione avvenuta la notte scorsa dei sacerdoti Giampiero Marta e Gianantonio Allegri, rapiti insieme alla religiosa canadese all'inizio dello scorso aprile da uomini armati nella loro parrocchia di Tcheré, all'estremo nord del Camerun. «La salvezza dei tre religiosi - prosegue il presidente veneto - si deve sicuramente alla grande mobilitazione in loro favore e all'azione svolta dalle autorità del Paese africano, che in collaborazione con quelle di Italia e Canada, hanno portato a termine con successo una difficile negoziazione. Dopo quella di ieri riferita all'imminente liberazione di Meriam Ibrahim, la donna crudelmente imprigionata nelle carceri perché accusata di apostasia, oggi dal continente africano giunge un'altra lieta notizia che non può che riempire oltre che di gioia, anche di speranza. La speranza - conclude Zaia - che finalmente le fedi religiose siano rispettate tutte e che chi le professa con spirito di pace, di solidarietà e di fratellanza sia considerato come un bene prezioso e non come una minaccia». Non ha avuto contatti diretti con i sacerdoti vicentini liberati insieme alla religiosa canadese dopo il loro sequestro nel nord del Camerun lo scorso aprile, ma sarebbero «in buone condizioni di salute» anche se «provati» dai due mesi di prigionia. A riferirlo è stato il vescovo di Vicenza, monsignor Beniamino Pizziol, che ha tenuto una conferenza stampa nello spazio incontri del Festival Biblico, allestito in piazza Duomo.

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