È morto dopo una lunga malattia all'età di 90 anni il generale Wojciech Jaruzelski, l'ultimo leader comunista della Polonia. La notizia è stata diffusa dall'agenzia di stampa Pap, citando l'ex presidente Aleksander Kwasniewski e confermata dall'ospedale militare di Varsavia, dove il leader politico si è spento «serenamente». Jaruzelski prese il potere in Polonia nel 1981, quando introdusse la legge marziale e ordinò l'arresto del leader di Solidarnosc Lech Walesa. Due anni dopo sollevò la legge marziale. Nel 1989 avviò negoziati con Solidarnosc che consentirono una transizione morbida dei poteri. La Polonia fu la prima a rovesciare i regimi socialisti in Europa Orientale, con un effetto domino che nel giro di due anni avrebbe travolto tutto il Patto di Varsavia, Urss compresa. Il generale gestì la transizione in modo incruento, diventando il primo presidente della Polonia democratica fino al 1990, quando lasciò il posto proprio a colui che aveva messo a tacere, dieci anni prima, Lech Walesa. Ritiratosi a vita privata, venne più volte accusato di crimini commessi quando era al potere, ma da tutti processi ne uscì sempre scagionato. Nel 2011, ricoverato in ospedale, Jaruzelski ricevette la visita dell’ex nemico Walesa: gesto che chiuse trent’anni di tumultuosa storia tra i due. Proprio Walesa è stato tra i primi a commentare la morte del generale: "Era un uomo molto intelligente, solo Dio potrà giudicarlo"
Morto dopo una lunga malattia il generale Jaruzelski
L'ultimo leader comunista polacco aveva 90 anni. Nel 1981 guidò il golpe contro Solidarnosc. Walesa: "Era un uomo molto intelligente, solo Dio potrà giudicarlo"
