Cambio di programma last minute per John Kerry. Il segretario di Stato Usa, fino a stamane a Riad insieme al presidente Barack Obama, sulla via del ritorno a Washington, ha approfittato della sosta per rifornimento del suo aereo personale a Shannon, in Irlanda, per cambiare rotta e dirigersi a Parigi per incontrare il collega russo Serghei Lavrov, come concordato ieri tra Putin e Obama. I capi della due diplomazie dovranno affrontare la proposta di soluzione diplomatica che già lunedì Kerry aveva presentato al suo omologo. Gli occhi del mondo seguiranno con attenzione gli sviluppi di un colloquio che potrebbe essere determinante per la risoluzione della crisi tra la Russia e l'Occidente sull'Ucraina, e quindi allontanare lo spettro di un nuova "Guerra Fredda". Il portavoce di Kerry, Jen Psaki, ha spiegato che l'incontro avverrà da qualche parte in Europa all'inizio della prossima settimana, probabilmente lunedì. ELEZIONI Il 25 maggio alle elezioni presidenziali ucraine sarà una sfida a tre, con il fronte dell'opposizione anti-russa spaccato in due per la decisione dell'ex premier Yulia Tymoshenko, di non accogliere la richiesta di ritirarsi e concentrare tutti gli sforzi su un unico nome. Richiesta avanzata dal volto più popolare dell'opposizione, l'ex campione del mondo di boxe e protagonista di piazza Maidan, Vitaly Klitschko che ha deciso di sostenere il candidato con più chance, il magnate del cioccolato Piotr Poroshenko. Klitschko, ha spiegato di non voler disperdere il voto e concentrarsi sul candidato, che "ha maggiori chance" e "rappresenta le forze democratiche". Per conto del partito delle regioni dell'ex presidente Viktor Yanukovich correrà Mykhailo Dobkin, uomo d'affari ed ex governatore di Kharkiv, nel cuore della regione orientale filo-russa, strenuo oppositore della rivolta filo-europeista di piazza Maidan. Indifferente alla chiamata all'unità dell'opposizione, l'ex primo ministro ucraino. La cosiddetta "pasionaria" della rivoluzione arancione del 2004 (comprimaria in realtà dell'ex presidente Viktor Yuschenko), è stata liberata il 22 febbraio dal carcere di Kharkhiv dove stava scontando una pena di sette anni, solo grazie alle pressioni di piazza Maidan. Oggi ha confermato che correrà per la presidenza. Oggi ha ricevuto l'appoggio unanime del suo Partito Batkivschina (Patria). Poroshenko, 48 anni, da sempre rivale di Tymoshenko, è già dato in testa da diversi sondaggi, nonostante sia stato alleato di Yanukovich (di cui è stato brevemente ministro dell'Economia) è stato tra i primi sostenitori della rivolta di Maidan scoppiata a fine novembre quando Yanukovich voltò le spalle all'Ue e sottoscrisse un accordo con Vladimir Putin. Poroshenko, dalla fine dello scorso anno finito nel mirino di Mosca dove è stata bloccata l'importazione dei suoi cioccolatini, popolarissimi anche in Russia, si è detto "convinto che sarebbe un tradimento di (piazza) Maidan (e dei suoi 100 morti) se no ci dimostreremo uniti". Di fatto un oligarca ucraino, per Forbes il suo patrimonio è stimato in 1,3 miliardi di dollari. Il suo impero è concentrato nella società Roshen, una delle 20 principali compagnie di dolciumi al mondo. Sostenitori dall'inizio della rivoluzione arancione del 2004, da subito sfidò Tymoshenko per il ruolo di premier, ma venne sconfitto da Yulia. LA TELEFONATA Putin ha chiamato Obama per parlare della crisi Kiev-Mosca. Obama considera possibile la de-escalation "solo se la Russia ritirerà le sue truppe e non compirà ulteriori passi per violare nuovamente l'integrità e la sovranità territoriale dell’Ucraina", come peraltro, "la Russia ha già fatto", riferendosi all'annessione della Crimea. Tra i primi passi che Mosca per Obama deve compiere è "scongiurare ulteriori provocazioni, incluso lo schieramento di truppe al confine con l'Ucraina". Obama, nel corso di un colloquio telefonico con il presidente russo Vladimir Putin, ha invitato Mosca a fornire una risposta scritta a una proposta di risoluzione diplomatica alla crisi ucraina che Washington ha presentato. Obama ha anche chiesto a Putin di sostenere la de-escalation perseguita da Kiev e di ritirare le truppe russe dal confine. Intanto è sempre alta la tensione in Ucraina per la presenza «dei "quasi 50.000" soldati russi schierati lungo la frontiera» che stanno cercando di nascondere le loro posizioni e stanno definendo le linee di rifornimento, una strategia che potrebbe preludere a un prolungato impegno militare se non a «un'offensiva su vasta scala». Lo ha riferito una fonte americana al Wall Street Journal. Secondo le fonti, che hanno avuto contatti con l'intelligence americana, un'incursione in territorio ucraino potrebbe avvenire anche senza ulteriori segnali, perché le truppe russe, nei 50.000 sono comprese anche quelle che si trovano già in Crimea, sono sufficienti. I movimenti delle truppe e il tentativo di tenerle nascoste, coprendo i materiali e gli armamenti lungo la frontiera, lasciano pensare che il presidente Vladimir Putin stia posizionando le forze in caso decida di allargare la sua annessione territoriale ad altre regioni ucraine oltre alla Crimea. Il presidente degli Stati Uniti Barack Obama da Riad ha invitato Putin a ritirare i suoi soldati dalla frontiera con l'Ucraina e «iniziare negoziati diretti con il governo ucraino e con la comunità internazionale». La Russia ha risposto alle sanzioni imposte dall'Occidente ma non ha reso pubblico alcun nome dei soggetti colpiti dalle misure. Mosca ha adottato «misure in risposta, che sono in gran parte pan per focaccia» ha detto il portavoce del ministero degli Esteri russo, Alexander Lukashevich.
Kerry a Parigi per incontrare Lavrov
Il presidente americano aveva chiesto alla Russia di ritirare le truppe e di non compiere «ulteriori passi per violare la sovranità dell'Ucraina»
