Nessun passo in avanti di rilievo nella trattativa gol governo indiano. La vicenda di Latorre e Girone, i due marò italiani trattenuti da due anni in India, è ancora in stallo. Il ministro degli Esteri Federica Mogherini dice chiaramente che l’unica strada percorribile per venire a capo del caso diplomatico e giudiziario che riguarda i due militari è quella dell’arbitrato internazionale, una soluzione richiesta a gran voce e da tempo dal governo italiano che continua nel pressing su Ue e Onu. Parlando all’Aja a margine dei lavori del summt per la sicurezza nucelare, Federica Mogherini ribadisce dunque che per la soluzione del caso dei marò italiani in India «la strada è internazionalizzazione». E per internazionalizzare la vicenda, aggiunge il ministro che nel corso del vertice dell’Aja ha incontrato numerosi rappresentanti di partner esteri e organizzazioni internazionali, «c’è una sponda». A questo proposito, Federica Mogherini ha avuto un bilaterale anche col ministro degli Esteri indiano, nel corso del quale «non ci sono stati passi avanti eclatanti. Si è trattato di uno scambio di opinioni, come direste voi - aggiunge rivolgendosi ai giornalisti - franco». Quella dell’internazionalizzazione «è la strada che stiamo seguendo», sottolinea il ministro degli Esteri italiano che ricorda che l’Italia «non riconosce la giurisdizione indiana. La giurisdizione è italiana. Nel caso di conflitto fra giurisdizioni la strada per risolvere questo conflitto è l’internazionalizzazione». E a chi le chiede se ci sia una sponda, risponde: «Sì». Nel corso dell’incontro con il ministro degli Esteri indiano, Salman Khurshid - rivela inoltre Federica Mogherini - «abbiamo ribadito il fatto che siamo pronti a esplorare tutte le opzioni a livello internazionale per esercitare la nostra giurisdizione». Intanto, dopo le polemiche per la satira di Paolo e Luca, scoppia anche la polemica tra centrodestra e Pd in Lombardia. Il Pirellone ha approvato con 37 voti favorevoli, dopo un dibattito svolto in più sedute, una mozione sui due marò. Il documento approvato dal Consiglio regionale lombardo ivita la Giunta guidata dal leghista Roberto Maroni «a porre in essere le azioni necessarie, sotto il profilo delle relazioni intrattenute da Regione Lombardia e delle sue aziende partecipate, al fine di contribuire positivamente al rientro in Italia dei nostri connazionali». La mozione è stata sostenuta dai gruppi di maggioranza. Non hanno partecipato al voto i gruppi Pd, M5S e Patto Civico, che non si sono riconosciuti nel testo. Con l’inevitabile strascico polemico. La deputata di FI Maria Stella Gelmini attacca i Dem: «In Lombardia il Pd è contro i nostri marò».
Mogherini: soluzione internazionale per i Marò
Il ministro degli Esteri sonda i colleghi all'Aja e incontra l'omologo indiano: nessun passo in avanti DE MISTURA "Se ci sarà il processo non andremo, Renzi ne parlerà con Obama"
