Per l'Italia, il processo in India ai due marò, Massimiliano Latorre e Salvatore Girone, non si deve fare e i due non si presenteranno sul banco degli imputati qualora si dovesse formalizzare questa eventualità. l'Italia invece insiste per l'internazionalizzazione del problema e ha già al suo fianco l'Ue, la Nato e l'Onu. Questa in sostanza la linea del governo italiano, illustrata dall'inviato speciale, Staffan De Mistura, appena tornato dall'India, innanzi alle commissioni Esteri e Difesa riunite della Camera e del Senato. "La questione va risolta in termini politici e internazionali". De Mistura ha ricordato che i vertici del governo sollevano la questione in tutti i forum internazionali a cui partecipano. E che Matteo Renzi ne parlerà con Barack Obama nel corso della sua visita ufficiale a Roma: “Gli americani sono molto sensibili alla vicenda”. Il 28 marzo la Corte Suprema indiana sarà chiamata a una nuova udienza sul caso. Di Girone e Latorre, De Mistura ha voluto sottolineare che "dire che sono sereni è eccessivo, ma sono confortati dalla posizione italiana, dal fatto che l'Italia ha deciso di impedire ad ogni costo che ci sia un processo a loro carico". Venerdì i giudici indiani dovranno decidere sul ricorso dei legali dei due fucilieri, che hanno chiesto che nelle indagini non sia più coinvolta la Nia, la polizia anti-terrorismo. De Mistura non ha escluso un nuovo rinvio, ma ha sottolineato che, "qualunque sia la decisione, la posizione italiana non cambia: è una posizione conformata dalla compattezza del Parlamento unito e dell'opinione pubblica italiani", i quali si sono sempre mostrati al fianco di Massimiliano Latorre e Salvatore Girone. La Corte Suprema ha davanti tre opzioni: "Può decidere un rinvio e non ci stupirebbe: ne abbiamo visti tanti. Se però così sarà, l'Italia sarà ancora più legittimata a gridare il suo sdegno". Oppure la Corte "può decidere di confermare il ruolo della Nia, e la reazione sarebbe la stessa, anzi peggio", perché la Nia, ha ricordato il diplomatico, può teoricamente occuparsi solo di casi di terrorismo. La Corte Suprema ha infine un'ulteriore terza strada. "Potrebbe decidere di eliminare la Nia dal caso, ma lasciarvi il capo della polizia che la guida, utilizzando così la persona e non la struttura". Qualunque sia la decisione dei giudici indiani, comunque, la scelta italiana di non presentare i due marò al processo non cambierà. “L'augurio è che gli indiani comprendano come la questione vada risolta in termini politici e internazionali".
Marò, De Mistura: "Se ci sarà il processo noi non andremo"
L'inviato in India alle commissioni Esteri del parlamento: "Renzi ne parlerà con Obama, gli americani sono sensibili al tema"
