Il volo MH 370 «ufficialmente» è caduto ma non è stato ritrovato neppure uno dei corpi delle 239 persone a bordo. L’annuncio del disastro aereo sembra voler far calare il silenzio su una questione scottante. Ma tanti, troppi sono ancora i misteri attorno alla scomparsa del Boeing 777 della Malaysia Airlines. Per dirottamento e sabotaggio indaga la polizia malese. Gli investigatori vogliono la verità e stanno effettuando accertamenti sulla «strana» telefonata ricevuta dal comandante Ahmad Shah Zahrie nel cockpit prima del decollo. Sulla chiamata sta indagando pure l’Fbi, che ha interrogato ieri Faiza Kahn, moglie del cinquatreenne pilota. Zahrie era così appassionato del volo che si era costruito un simulatore in casa collegandolo al computer. Parte dei dati dell’hard disk è stata inspiegabilmente cancellata il 3 febbraio scorso. Sul pc sono state trovate tracce che il comandante si esercitava ad atterrare sulle piste «più difficili», tra cui quelle delle Maldive e della base Usa di Diego Garcia. E proprio alle Maldive alle 6.30 dell’8 marzo scorso è stato notato da un centinaio di persone un grosso aereo bianco con strisce rosse sulla carlinga (compatibile quindi il design della compagnia di bandiera malese) volare a bassa quota facendo molto rumore. Di questo non è stato fatto alcun cenno dal premier Mohammad Najib Abdul Razak nella conferenza stampa. Nonostante l’area dove galleggiano i detriti rinvenuti si trovi sì a 2.500 da Perth, ma anche ad altrettanti da Diego Garcia, dove c’è l’unica postazione radar che non ha voluto consegnare i tracciati registrati l’8 marzo. Gli altri Stati che si affacciano sull’Oceano Indiano lo hanno fatto così come quelli lungo il «corridoio» nord. Sicuramente i potenti radar della base americana devono aver visto il jet in difficoltà sulle Maldive. Se non era il B777 malese meglio così! Perché non dirlo, dunque? Gli inquirenti hanno interrogato 40 controllori di volo dell’aviazione civile e militare. Hanno passato al setaccio anche la vita e le abitudini del copilota Ab Amid Fariq, hanno esaminato i movimenti dei conti correnti di tutto l’equipaggio ma pare non sia venuto fuori nulla di sospetto. Zahrie, quando non volava, era con la famiglia. Fariq stava per sposarsi. Che potessero aver voglia di suicidarsi appare improbabile. Ma qualcuno, forse un dirottatore, ha spento il trasponder, ha riprogrammato il computer di bordo e ha inserito per cinque ore il pilota automatico portando l’aereo sull’oceano.
L’Fbi interroga la moglie del comandante del jet
Il volo MH 370 «ufficialmente» è caduto ma non è stato ritrovato neppure uno dei corpi delle 239 persone a bordo. L’annuncio del disastro aereo sembra voler far calare il silenzio su una questione...
