Esteri

Alfano: «Processo in Italia ma devono essere liberati subito»

Da New York il ministro dell'Interno parla della vicenda dei due marò

«L’Italia non lascerà mai soli i marò»: parola del ministro dell’Interno Angelino Alfano che, dall’alto podio delle Nazioni Unite, ha voluto lanciare un messaggio all’India e al mondo. Ieri ricorreva il 95° del conferimento del nome «San Marco» al celebre battaglione del quale fanno parte Massimiliano Latorre e Salvatore Girone, i due militari italiani da due anni ingiustamente trattenuti in India. In questa occasione l’Italia ha fatto sentire con forza la sua presenza ai due soldati che, impegnati in una missione di pace antipirateria, hanno rischiato di essere imputati proprio per atti di pirateria. Il messaggio è arrivato forte e chiaro. E non solo ai due marò. Missione internazionale ieri per il ministro dell’Interno, Angelino Alfano, che si è recato a New York per «lanciare un grande appello per la liberazione dei marò». Il ministro Alfano ha spiegato su twitter: «L’Italia è disponibile a processare i marò in patria, ma intanto chiediamo la loro libertà. Il nostro Paese non lascerà mai soli i marò». E ancora: «Sono qui a New York per andare all’Onu e lanciare un grande appello per la liberazione dei marò, che oramai da due anni sono in India», ha annunciato poco prima del suo incontro a New York con il segretario generale del Palazzo di Vetro, Ban Ki-Moon. Alfano si è poi recato al Memorial dell’11 settembre, dove ha deposto una corona di fiori davanti all’unico albero superstite in seguito agli attentati alle Torri Gemelle. E ieri ha fatto sentire la sua voce anche Massimiliano Latorre via Facebook: «Questa tragica vicenda non vede più coinvolti esclusivamente i due Fucilieri di Marina», ha scritto Latorre, il marò trattenuto, insieme a Salvatore Girone da oltre due anni in India, «ma si è sviluppata intorno all’Italia una più ampia presa di coscienza da parte di altre Comunità quali Unione Europea, Nato ed Onu». L’occasione di farsi sentire sul web per Latorre è quella di «ringraziare l’Ammiraglio Comandante della Brigata Marina San Marco, Contrammiraglio Pasquale Guerra per i Suoi preziosi auguri pervenuti oggi, in occasione della ricorrenza del 95° Anniversario del conferimento del nome San Marco». «Questa Sua lettera di auguri indirizzata a tutti i fucilieri del San Marco che oggi sono impegnati fuori area ed in cui siamo menzionati - ha ancora aggiunto Latorre - mi onora diventando nel contempo un altro tassello del puzzle che compone la foto dei punti di forza che ancora oggi consentono di continuare ad avere la forza per combattere quotidianamente contro questa enorme quanto grave ingiustizia che persiste da più di due anni». E così Latorre oltre a fare riferimento alla personale ingiustizia che sta subendo con il suo commilitone, sottolinea come questo atteggiamento dell’India e la volontà di processare i due militari, metta in forse l’intero impianto delle missioni internazionali. «Colgo l’occasione per ringraziare ancora una volta tutti coloro che tengono a cuore noi, ma soprattutto le nostre famiglie, e quanti, quotidianamente organizzano manifestazioni ed eventi affinché questa situazione non venga mai dimenticata. Mi unisco con doveroso rispetto all’Ammiraglio Guerra - conclude il fuciliere di Marina - formulando gli auguri a tutti i fratelli del San Marco ed alle loro famiglie che insieme a noi hanno fatto dell’appartenenza un’icona di vita». E conclude con il motto del suo battaglione: «Per mare per terram. San Marco». Intanto i due fucilieri di marina sono in attesa di una ulteriore udienza davanti alla Corte suprema di New Delhi, l’ennesima, che sta ora decidendo sulla legittimità della competenza della polizia federale Nia che ha effettuato le indagini sul caso.

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