Cosa hanno in comune Vladimir Putin, Bob Dylan e Leonardo Di Caprio? Non hanno mai vinto il premio a cui ambirebbero da tempo. Il 2014 potrebbe essere l'anno del presidente russo che sarebbe in lizza per il Nobel per la Pace. Probabilmente non lo vincerà ma, il solo fatto che il suo nome sia presente nella lista dei candidati, fa destare qualche preoccupazione sulle modalità di selezione dell'Accademia di Oslo. La nomination è stata presentata dal britannico Peter Truscott, autore della sua biografia. Inutile dire quanto sia per lo meno ironico che un occidentale si schieri così apertamente a favore di Putin in un contesto internazionale così delicato. Truscott è membro della Camera dei lord del Parlamento inglese ed ex ministro dell'energia della Gran Bretagna. La sua nomination deriva dall’impegno dimostrato per evitare la guerra in Siria. La notizia non è confermata perché i nomi dei candidati devono rimanere segreti per almeno 50 anni, ma il tran tran sui media non ci ha messo molto a diffondere le voci. Nella lista troverebbero posto tra gli altri Papa Francesco ed Edward Snowden, la talpa del Datagate che ha ricevuto asilo in Russia. Altro caso inquietante. Non è un caso che i papabili alla vittoria siano oggetto di critica. Anzi, è routine. I riconoscimenti consegnati dall'Istituto Nobel di Oslo sono spesso mal visti. Basti pensare alle voci sucitate dalla vittoria del nostrano Dario Fo nel 1997. Molti lo giudicarono inadeguato, segno della mediocrità dei tempi. O quello andato "sulla fiducia" al presidente Barack Obama nel 2009. Si era appena insediato alla Casa Bianca, ma la decisione arrivò unanime. La commissione disse che aveva riconosciuto gli sforzi del presidente statunitense per ridurre gli arsenali nucleari e per la pace nel mondo. In molti altri casi, il comitato del Nobel ha compiuto scelte discutibili. L’assegnazione del premio, ex aequo, a Shimon Peres e Yassir Arafat ne è la prova. Quest’ultimo era già responsabile di un ventennio di guerriglia contro Israele, dichiaratamente condotta con metodi terroristici contro i civili. Il premio venne assegnato nel 1994, dopo gli accordi di Oslo del 1993, che parevano aver posto fine alla lunga guerra mediorientale. Yassir Arafat, appena sei anni dopo, buttò al macero gli accordi di Camp David e riprese la guerra. La II Intifada, che ne seguì, fu un bagno di sangue. Un altro eterno scontento è Di Caprio che anche quest'anno si è visto negare il piacere di aggiudicarsi l'Oscar per la quarta volta. Non siamo in Europa ma a Hollywood. Sul web scoppia la rivolta dei fan, mentre si moltiplicano i meme che sbeffeggiano l’ex enfant prodige, oggi 39enne, e che vide la sua prima candidatura a soli 20 anni da non protagonista nel film "Buon compleanno Mr Grape". Oltre alla delusione della scorsa notte per la performance in "The Wolf of Wall Street" (di cui è anche produttore), la carriera di DiCaprio registra altre due di nomination andate a vuoto: nel 2005 da protagonista di "The Aviator" e nel 2007 con "Blood Diamond". Poi c'è il Menestrello, con la M maiuscola. Tutti attendono che Bob Dylan vinca un Nobel. E prima o poi succederà. Uno dei più grandi cantautori americani da anni è favorito fra le polemiche. Al premio è dedicata anche la sua biografia "Bob Dylan" dell'inglese Brian Southall. Parlando di musica, c'è da sapere che il presidente russo è stato candidato, oltre che dal lord inglese e dall’oscura Accademia internazionale dell’unità spirituale e della cooperazione tra nazioni del mondo, anche da un famoso artista Moscovita. Si tratta di Iosif Kobzon deputato e icona musicale dell’epoca sovietica, soprannominato il "Frank Sinatra russo" per la sua voce potente e i suoi presunti legami con ambienti mafiosi che hanno indotto gli Usa a negargli il visto. "Mi sento offeso che Barack Obama abbia ricevuto questo premio, mentre il nostro Putin no", aveva affermato il cantante. Il vincitore del Nobel sarà annunciato il prossimo 10 ottobre a Oslo sempre che, per quella data, lo zar del Cremlino non abbia già conquistato la Norvegia.
Dopo il danno la beffa. Putin candidato al Nobel per la Pace
Quando il destino ti nega un premio può essere colpa della sfortuna, ma quando arriva un riconoscimeto immeritato è il momento di preoccuparsi
