Esteri

Ucraina, Kiev avverte Mosca: "Non cederemo mai la Crimea"

I russi controllano le basi militari della penisola e il porto di Kerch. La Casa Bianca annuncia la condanna del G7 per l'azione di Mosca, che dichiara: "Non vogliamo la guerra"

La Crimea nel braccio di ferro tra gli ucraini del Maidan e la Russia di Putin si mantiene in una tensione crescente e irrisolta. Soffia il vento di guerra, ma per ora basso, di fronte alla resistenza internazionale, prima di esplodere nella bufera. Il primo ministro dell'Ucraina post-Yanucovich, Arseni Iatseniuk, alza i toni: “L'Ucraina non cederà mai la Crimea”, ha detto, secondo quanto riportato dall'agenzia Interfax. Mosca agisce con mano pesante, ma è prudente nelle dichiarazioni: “La Russia non vuole la guerra con l'Ucraina e l'approvazione del Senato all'intervento militare è soprattutto una dimostrazione della serietà d'intenzioni del Cremlino”, ha dichiarato il viceministro degli Esteri russo, Grigory Karasin. Mentre il ministro, Sergey Lavrov, alla sessione di apertura del Consiglio Onu dei diritti umani a Ginevra, ha sottolineato che “l'azione in Ucraina è una questione di difesa dei cittadini russi” che vivono nel Paese. Un'azione che ha portato Mosca a controllare di fatto la Crimea, secondo gli Usa. Nella notte, a Simferopoli, ci sono state due forti esplosioni. I russi avrebbero preso possesso della base militare ucraina presso l'aeroporto di Belbe. Mentre le truppe pro-Russia hanno preso il controllo del terminal dei traghetti di Kerch, nell'estremità più a est della penisola, da dove partono solitamente molte navi dirette in Russia, che si trova a soli 20 chilometri di distanza. Il fatto che le forze pro-russe ne abbiano preso il controllo acuisce i timori che Mosca intenda inviare ulteriori truppe nella regione strategica del Mar Nero. Il terminal è gestito ora da soldati. A Donetsk, nella parte orientale dell'Ucraina, dimostranti filo-russi hanno fatto irruzione nella sede del governo regionale e ne hanno occupato il primo piano. La città e la regione sono tra le aree tradizionalmente più vicine alla Russia. Putin è attendista. Cerca di monitorare la situazione e studiare le prossime mosse. La Commissione esteri del Consiglio della Federazione (il Senato russo) ha formalizzato la richiesta di richiamare l'ambasciatore a Washington a causa delle dichiarazioni degli Usa sulla crisi in Ucraina. Putin intanto segue la fase negoziale con attenzione. Anche perché l'Occidente si è mostrato poco coeso sulla via da intraprendere nei suoi confronti. Obama e Cameron hanno ribadito la necessità che Mosca avvii un dialogo diretto con Kiev. E non hanno escluso il ricorso a sanzioni contro Putin perché faccia un passo indietro (sanzioni economiche, limitazioni sui visti, esclusione di Mosca dal G8). Germania e Italia credono ancora nella via del dialogo con Mosca. La Germania ha fatto sapere che Putin ha accettato la proposta di Angela Merkel di un “gruppo di contatto” per il dialogo fra Russia e Ucraina. La Casa Bianca ha però annunciato che tutti i membri del G7 hanno all'unanimità condannato la violazione russa della sovranità dell'Ucraina e pertanto hanno tutti deciso (inclusa l'Italia) di sospendere qualsiasi attività legata alla preparazione del summit del G8 di Sochi in programma a giugno. In più, i Paesi del G7 hanno chiesto alla Russia di risolvere qualsiasi problema di sicurezza e rispetto dei diritti umani con l'Ucraina attraverso negoziati o accettando il dispiegamento di osservatori internazionali (al posto delle truppe di Mosca in Crimea) o con una mediazione. I ministri dell'Economia del G7 hanno poi annunciato "l'impegno comune per un forte sostegno finanziario all'Ucraina" tramite il Fondo Monetario Internazionale. Per trovare una via comune a livello europeo, sembra si stia lavorando a un vertice straordinario dei Capi di Stato e di governo da tenere questa settimana, molto probabilmente giovedì. Oggi a Bruxelles si incontrano i ministri degli Esteri dei Paesi Ue. Il presidente della Commissione europea, José Manuel Barroso, su twitter ha scritto: “Il minimo che possiamo fare oggi per gli ucraini è di sostenere la loro sovranità e di continuare a offrire loro prospettive di integrazione economica e associazione politica con l'Ue, mostrare loro che nel loro futuro c'è una prospettiva europea”. Gli Usa intanto hanno deciso di inviare il segretario di Stato John Kerry a Kiev per incontrare i rappresentanti del governo ucraino ad interim. A Kiev è stato inviato anche il vice del segretario generale delle Nazioni Unite, Jan Eliasson, per contribuire ad allentare la tensione.

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