«Quando torneranno a casa? I tempi non saranno brevissimi perché la procedura internazionale deve fare il suo corso. Ma la determinazione italiana pagherà, la soluzione internazionale deve avere il suo peso». Non prevede una tempistica lampo per il rientro in Patria di Massimiliano Latorre e Salvatore Girone, i due fucilieri di Marina «ingiustamente trattenuti in India», il Capo di Stato Maggiore della Marina Militare, l’Ammiraglio di Squadra Giuseppe De Giorgi. Dopo la notizia del nuovo rinvio (ancora dopo oltre due anni), è per lui fuori dubbio che l’unica strada per mettere la parola fine a una vicenda che si protrae da troppo sia quella internazionale. Lo incontriamo a margine dell’inaugurazione al Vittoriano della mostra «Non v’è timone senza nocchiere», realizzata in collaborazione con il fotografo-eroe Massimo Sestini (tre mesi di scatti a rischio nei porti italiani e nel Mediterraneo), aperta gratuitamente al pubblico fino al 12 marzo, dedicata proprio ai due marò e alle loro famiglie. Ammiraglio De Giorgi, il governo indiano ha rinunciato ad applicare la legge antiterrorismo e antipirateria, le decisioni sono state ancora rinviate al 7 marzo. Cosa accadrà? «La decisione della Corte Suprema è il risultato della determinazione italiana che non è mai venuta meno e si è rinnovata con più energia. Ora non possiamo che serrare i ranghi col nostro governo e continuare a supportare con serietà e dignità i nostri due sottufficiali che finora hanno dimostrato una statura morale eccezionale». Cade l’accusa antiterrorismo, ma resta la richiesta della pubblica accusa che le indagini rimangano in capo alla polizia federale antiterrorista indiana. «Noi chiediamo l’arbitrato internazionale perché vogliamo legittimità nelle funzioni in tale ambito. Siamo in un punto in cui la comunità internazionale è mobilitata e le soluzioni sono solo di tipo internazionale: i due fucilieri facevano il loro dovere. Hanno agito in acque internazionali su nave italiana. Chiediamo l’applicazione delle norme di diritto internazionale per la repressione e il contrasto di tali crimini. Una procedura che non vada nel nome del diritto internazionale è impropria». È palese lo scontro con Roma, il ministro della Difesa indiana Antony ha detto che per i marò non si faranno compromessi, stessa linea del portavoce del ministro degli Esteri Syed Akbaruddine: «Saranno processati in India, sulla base delle leggi indiane». «È evidente che c’è una linea di opposizione, come è evidente che c’è un chiaro impegno da parte del nostro attuale governo di andare avanti affinché, come auspico, Latorre e Girone vengano restituiti all'Italia con tutti gli onori del caso».
«Abbiamo costretto l’India a togliere l’accusa di terrorismo»
Valentina Conti «Quando torneranno a casa? I tempi non saranno brevissimi perché la procedura internazionale deve fare il suo corso. Ma la determinazione italiana pagherà, la soluzione...
