Esteri

Il Papa ammonisce i cardinali: no a intrighi e cordate

Andrea Acalia.acali@iltempo.it Le parole pronunciate ieri da Papa Francesco durante l’omelia della Messa celebrata al termine del Concistoro e poi all’Angelus sono state l’ennesimo colpo di...

Le parole pronunciate ieri da Papa Francesco durante l’omelia della Messa celebrata al termine del Concistoro e poi all’Angelus sono state l’ennesimo colpo di mannaia al carrierismo nella Chiesa. «Il cardinale - lo dico specialmente a voi - entra nella Chiesa di Roma, fratelli, non entra in una corte. Evitiamo tutti e aiutiamoci a vicenda ad evitare abitudini e comportamenti di corte: intrighi, chiacchiere, cordate, favoritismi, preferenze». Parole chiare su come il Papa intenda la funzione del Sacro Collegio: la porpora non è un gradino in più nella carriera ecclesiastica ma un aumento di responsabilità nel servizio della Chiesa e degli uomini, di tutti gli uomini. Lo stesso Francesco ha indicato la strada da seguire: «Fratelli cardinali, Gesù non è venuto a insegnarci le buone maniere, maniere da salotto! Per questo non c’era bisogno che scendesse dal Cielo e morisse sulla croce. Cristo è venuto a salvarci, a mostrarci la via, l’unica via d’uscita dalle sabbie mobili del peccato, e questa via di santità è la misericordia, quella che Lui ha fatto e ogni giorno fa con noi. Essere santi non è un lusso, è necessario per la salvezza del mondo. È questo che il Signore chiede a noi». Discorso ripreso all’Angelus: «La vocazione del vescovo, del cardinale e del Papa - ha detto - è questa: essere servitore, servire in nome di Cristo. Pregate per noi, perché siamo buoni servitori: buoni servitori, non buoni padroni!». L’altro tema toccato dal Pontefice è stato quello dell’unità: «Cari fratelli cardinali rimaniamo uniti in Cristo e tra di noi! Vi chiedo di starmi vicino, con la preghiera, il consiglio, la collaborazione». E dalla finestra del Palazzo Apostolico ha ribadito che il Concistoro ha offerto «un’occasione preziosa per sperimentare la cattolicità, l’universalità della Chiesa. Il Signore ci dia la grazia di lavorare per l’unità della Chiesa, di costruire questa unità, perché l’unità è più importante dei conflitti».

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