Esteri

Giudicati secondo il diritto. Ma quello internazionale

il ministro della Difesa indiano ha chiuso ogni possibilità di soluzione libera e giusta nel nome del diritto internazionale

I termini della controversia fra Italia ed India, sui nostri due marò Massimiliano Latorre e Salvatore Girone, prigionieri da due anni e passa nella nazione che fu di Gandhi, sono da tempo di dominio pubblico. Ciò che manca, infatti, non è la pubblicità alla vicenda ma la soluzione, con il ritorno in Italia dei due fucilieri di Marina. Il fatto è che ieri il ministro della Difesa indiano, Antony, alla vigilia della pronuncia della corte di Nuova Delhi (che arriverà stamattina), sui due nostri militari, ha chiuso ogni possibilità di soluzione libera e giusta nel nome del diritto internazionale: «Saranno processati - ha detto Antony - con le leggi del nostro Paese». Un Paese che sta in fondo alle graduatorie della libertà di informazione e che Amnesty International vigila da tempo. Bene Sir Antony - e la appelliamo Sir alla maniera degli inglesi, ultimo presidio di civiltà nel vostro Paese che non rispetta più il diritto internazionale - vogliamo farle sapere che le sue parole, con la politica indiana che precede e vorrebbe dettare le regole del diritto, per noi sono vuote, non meritano nessuno rispetto, anzi generano incomprensione e desiderio di libertà in Italia. Gli italiani, un Paese del G8, stanno con i loro due soldati. Siamo una nazione che da diversi anni spende le vite e il tempo dei propri militari, più i soldi dei suoi cittadini, per portare la pace nel mondo. Un compito duro e difficile ed un campo dove nessuno può darci lezioni, tantomeno voi Sir Antony. Stavolta non permetteremo che il buonismo uccida lo spirito della libertà per i nostri due marinai. Qualunque idea abbiate in India dell'Italia, beh vi diciamo che si tratta di un'idea sbagliata. Oggi conosceremo la decisione della Corte, e ci auguriamo (per voi) che sia improntata al diritto internazionale. Che i nostri due marò vengano rimandati in Italia. Se così non fosse, la tenacia e la libertà saranno i nostri fari nel proseguire questa battaglia. Fari che già da ora accendiamo su Matteo Renzi, il nostro presidente del Consiglio. Caro premier, lei ha telefonato a Massimiliano e Salvatore. Ma a volte non basta una telefonata. Bisogna far valere il peso di una nazione. Per questo già da adesso le lanciamo il nostro messaggio Twitter, con un hashtag: #matteoriportainItaliaimarò. Che il Mahatma Gandhi in India se ne è andato da un pezzo.

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