Esteri

Renzi: cari marò, faremo di tutto

La telefonata del premier alla vigilia del giudizio Forza Nuova: «Matteo in India al posto dei fucilieri»

Alla fine l’«assordante silenzio» di Matteo Renzi sul «caso marò» si è interrotto: non ne ha detto nulla per mesi, anzi, non ne ha detto mai nulla. Ma quando l’ha fatto, secondo quello che ormai si sta definendo come lo «stile Matteo», lo ha fatto alla grande. Matteo Renzi presidente del Consiglio non poteva più permettersi di non pronunciarsi sulla vicenda di Massimiliano Latorre e Salvatore Girone, due eroi della pace, bloccati da due anni in India senza nemmeno un capo d’accusa. Così ieri, una manciata di minuti dopo il giuramento dal capo dello Stato e il primo Consiglio dei Ministri, ha alzato il telefono e ha chiamato la nostra ambasciata in India, dove alloggiano i due fucilieri di marina: «Faremo semplicemente di tutto». Renzi ha espresso la propria vicinanza e determinazione «perché i due militari possano presto tornare a casa». La telefonata è stata annunciata direttamente dall’ufficio stampa di palazzo Chigi. «Consideriamo il vostro caso una priorità - ha sottolineato il Presidente del Consiglio a Latorre e Girone - siamo pronti a fare tutto quanto è in nostro potere per arrivare il più rapidamente possibile ad una soluzione positiva». Poco dopo, alle 17,30 in punto, Renzi via Twitter: «Ho appena parlato al telefono con Massimiliano Latorre e Salvatore Girone. Faremo semplicemente di tutto». La telefonata del presidente del Consiglio è stata seguita a a ruota da quella del ministro degli Esteri, Federica Mogherini, e anche lei ha dato la conferma della chiamata con un tweet. E che la sorte dei due marò è una priorità di questo governo era stato già annunciato dall’appena nominata ministro della Difesa, Roberta Pinotti per la prima volta l’altro giorno e poi ieri mattina, subito dopo il giuramento: «È la prima preoccupazione, il primo pensiero che dobbiamo avere», ha dichiarato il primo ministro della Difesa donna nella storia del Paese. Ovviamente c’è anche chi pensa di risolvere la vicenda... in modo diverso. I ragazzi di destra di Forza Nuova, ieri, hanno manifestato nella strada principale di Sanremo, a poche ore dall’inizio dell’ultima serata del Festival. All’urlo di «Sanremo vergogna, l’Italia è alla gogna» una cinquantina di militanti ha srotolato uno striscione con scritto «8 milioni di poveri in Italia, 20 milioni per Sanremo», proprio in via Matteotti. Ma gli slogan più urlati al megafono sono stati: «Renzi in India al posto dei marò» e anche «maró liberi». Sul governo si è espresso anche l’europarlamentare Carlo Fidanza, capogruppo di Fratelli d’Italia, che è riuscito ad imporre a Strasburgo, nella (solitamente) asettica sede del Parlamento Europeo un suo personale striscione di sostegno ai marò. «Renzi ci aveva promesso il governo della discontinuità. Dopo 2 ore e mezza di dettatura di Napolitano e telefonate frenetiche con Bruxelles, Berlino e Francoforte, ecco il risultato: un Letta bis, o meglio un Napolitano ter, il terzo governo non votato da nessuno e succube dei poteri forti». E ancora: «Un altro tecnico all’Economia, ex Fmi e Bce, ma anche di sinistra - prosegue - l’uomo giusto per continuare ad eseguire gli ordini. L’ex leader dei giovani confindustriali al posto del bollito Zanonato. Un bel segnale per le imprese, si penserà. Peccato che al Lavoro ci finisca il capo delle coop rosse. Alla Mogherini e alla Pinotti il compito di riportare a casa i marò, laddove non sono riusciti Mauro e la deludente Bonino. Mah! Due aspetti positivi ci sono: le terga di Alfano sono sempre al caldo e finalmente ci siamo liberati della Kyenge». Ma c’è anche chi ha accolto con soddisfazione le prime dichiarazioni del nuovo esecutivo, che confermano la necessità di una «continuità» nell’impegno. «Ho sentito dire a Roberta Pinotti che i due marò sono nel suo cuore - ha affermato Fabrizio Cicchitto (Ncd), presidente della Commissione Affari esteri della Camera - e voglio ringraziarla per aver speso le sue prime parole da ministra della Difesa a favore dei nostri fucilieri di marina. Massimiliano e Salvatore sono nel cuore di tutti gli italiani e mi auguro che la guardia del governo, sulla vicenda, resti alta. Soprattutto in un momento in cui anche la stampa indiana sembra criticare l’operato della magistratura di New Delhi». Cicchitto ha proseguito: «Prestissimo ci sarà una nuova udienza presso la Corte suprema, in occasione della quale - ha aggiunto - l’esecutivo indiano dovrà presentare un rapporto scritto su come intende procedere nei confronti dei nostri due militari». Ed è importante che, in questa cruciale fase del procedimento giudiziario nei confronti di Latorre e Girone in India, in programma proprio domani, ci sia un governo in carica che ha preso posizione in modo deciso. Così come è precisa la posizione de Il Tempo, che espone sulla facciata della sua sede lo striscione: «Riportiamo a casa i marò», con il Tricolore.

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