Esteri

«Un caso complesso e sfortunato»

Il caso dei marò nasce da «un incidente sfortunato» che però è costato la vita a due pescatori, da parte indiana «non c’è nulla contro l’Italia», semmai esiste un problema di «lentezza» della...

Il caso dei marò nasce da «un incidente sfortunato» che però è costato la vita a due pescatori, da parte indiana «non c’è nulla contro l’Italia», semmai esiste un problema di «lentezza» della giustizia: per il noto ed esperto diplomatico indiano, Rajiv Sikri, i due marò italiani, nonostante non siano ancora stati sottoposti a processo, sono i responsabili di quanto accaduto. E poco importa il problema della giurisdizione, visto che il fatto è accaduto in acque internazionali. Per Sikri «i fatti sono molto chiari: i due marinai italiani hanno ucciso due pescatori indiani, pensando che fossero terroristi o pirati, ma questi sono risultati poi essere semplici pescatori». La questione sulla quale si esprimerà la Corte suprema, secondo il diplomatico, «si è complicata» per il coinvolgimento iniziale del governo del Kerala e poi perché «purtroppo in India i procedimenti legali e giudiziari non sono molto efficienti e quindi ci vuole tanto tempo». E ancora: «Non c’è nulla contro l'Italia con cui abbiamo buoni rapporti», ha assicurato il diplomatico, «credo che India e Italia abbiano cercato di inquadrare il problema da una prospettiva più ampia». «Ad esempio, se ricordate, i marò sono potuti venire in Italia il Natale scorso, sono potuti rimanere in ambasciata e noi abbiamo assicurato che la pena di morte non verrà loro applicata». Per Sikri i due governi stanno cercando di guardare alla faccenda in maniera costruttiva per non danneggiare la loro relazione.

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