Esteri

E il duro De Luca ordina: via il drappo

C’è un’Italia rappresentata dal sindaco di Sanremo, Maurizio Zoccorato e c’è un’altra Italia, incarnata dal sindaco Pd di Salerno, Vincenzo De Luca, che i simboli dei nostri due marò li fa rimuovere...

C’è un’Italia rappresentata dal sindaco di Sanremo, Maurizio Zoccorato e c’è un’altra Italia, incarnata dal sindaco Pd di Salerno, Vincenzo De Luca, che i simboli dei nostri due marò li fa rimuovere senza tanti complimenti e senza nessuna spiegazione. Pochi giorni fa, infatti, De Luca, che è anche viceministro (senza deleghe) alle Infrastrutture, ha dato ordine di togliere il drappo dedicato ai marò ed esposto dai consiglieri comunali di centrodestra Raffaele Adinolfi e Nobile Viviano, su una parete del Comune di Salerno. Il motivo è un mistero, visto che, quando i marò furono fermati in India, fu lo stesso sindaco a voler affiggere su un muro del Comune un enorme manifesto con sopra la scritta «Riportiamo a casa i marò italiani», per poi toglierlo solo quando, nel marzo scorso, il governo italiano assicurò che Girone e Latorre, rientrati in Italia temporaneamente, non sarebbero stati rimandati in India. Allora De Luca commentò così la scelta delle nostre istituzioni: «Anche questi momenti simbolici mantengono vivi i valori di unità nazionale. Non dimentichiamo mai che siamo una comunità e una patria. Siamo felici che i nostri marò resteranno in Italia». E invece adesso, forse distratto dalla formazione del nuovo governo che potrebbe vederlo tra i protagonisti, dimentica quelle sue parole «alte e nobili». Il cambiamento di De Luca era apparso evidente dopo il rientro dei marò in India. Infatti il drappo non fu mai più riposizionato sulla parete del comune. Tanto che Adinolfi e Viviano, prima in via privata e poi pubblicamente, in occasione delle feste nazionali del 25 aprile, 2 giungo e 4 novembre, chiesero al sindaco di rimediare. Nessuna risposta. E così, pochi giorni fa, come pubblicamente annunciato, i due consiglieri comunali danno il via al «blitz»: si recano col drappo nell’aula riservata al loro gruppo e lo espongono fuori dalla finestra. Che tra l’altro dà sul cortile. Tempo pochi minuti e in stanza si presentano due vigili che tolgono il drappo, spiegando che è vietato esporlo senza autorizzazione. Il perché lo abbiamo chiesto allo stesso Adinolfi: «Il doppio ruolo di De Luca, sindaco e viceministro, gli impone di non legittimare l’opposizione. Per un motivo strettamente locale, un politico con una visibilità nazionale commette un errore così grave». Nei prossimi giorni il drappo sarà esposto sulla parete di un altro comune campano guidato da un sindaco di centrosinistra.

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