Esteri

E Delhi per ritorsione esclude Finmeccanica dalla Defexpo

La holding non ha partecipato alla fiera degli armamenti organizzata nel Paese. L'ad Pansa: decisione né corretta, né giusta

Gli indiani si appigliano a qualunque pretesto per fare lo sgambetto all’Italia. L’ultimo esempio dell’assenza di fair play da parte delle autorità di New Delhi è stata la decisione di escludere Finmeccanica, la holding dell’aerospazio italiana, da Defexpo, la fiera sugli armamenti promossa dal governo dell’India che si è tenuta nei giorni scorsi nella capitale. A tornare sull’argomento è stato ieri l’ad di Finmeccanica, Alessandro Pansa, durante un’audizione in commissione Attività produttive alla Camera. Il manager ha risposto a una domanda posta da un deputato del M5s spiegando che la scelta «non è stata né corretta né giusta». Pansa è sceso nel dettaglio spiegando che «alcune aziende del gruppo sono state escluse dall’esposizione, e questo è un diritto contrattuale previsto nei contratti tra l’ente espositore e le aziende espositrici. Ne prendiamo atto, ma la consideriamo una decisione né giusta né corretta perché le aziende escluse non hanno nulla a che vedere con il contratto oggi oggetto di indagine da parte della magistratura indiana. Lo abbiamo segnalato e lo ha fatto anche il ministero degli Esteri», ha aggiunto Pansa. Lo stop è stato ordinato dal Ministero della Difesa indiano in base al regolamento dell’evento secondo il quale le aziende che hanno avuto condanne o che sono sotto indagine da parte del Central Bureau of Investigation indiano per presunti casi di corruzione negli ultimi cinque anni non possono esporre al salone militare. Nel mirino è così finita la AgustaWestland sotto inchiesta in India per il presunto caso di corruzione che riguarda la fornitura al governo indiano di 12 elicotteri Aw 101. Il ministro della difesa indiano, A.K. Antony, all’inaugurazione di Defexpo è stato esplicito sul tema dei contratti nel settore militare: «Tutti avranno un’opportunità se il prodotto è buono e i prezzi sono bassi. Non c’è bisogno di azioni di lobby e se qualcuno viene trovato colpevole, la punizione sarà rigorosa» ha dichiarato al The Indu . E anche a fronte delle possibili ripercussioni sull’ammodernamento dei sistemi militari a causa delle indagini in corso il ministro Antony non si è scomposto: «Dobbiamo prendere azioni forti per porre fine alla corruzione e agli illeciti nel settore delle forniture di sistemi della difesa. Talvolta questo può portare a ritardi e battute d'arresto, ma ci aiuta a mettere in ordine il sistema» ha dichiarato Antony. La mancanza del rispetto delle buone prassi internazionali è confermata anche dal fatto che al danno si è aggiunta la beffa. Sì, perché nonostante la vicenda degli elicotteri AW-101 non sia certo nuova, la decisione dello stop a Finmeccanica è stata annunciata solo pochi giorni prima dall’apertura di Defexpo quando le società italiane avevano già pagato le spese di partecipazione e gli spazi per gli stand. Costi che verranno rimborsati, ha assicurato il ministero della Difesa indiano, a differenza delle spese sostenute per inviare a Delhi tutti gli allestimenti necessari e che rientreranno in Italia senza essere stati utilizzati.

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