Nelle prime ore della giornata di oggi la Corte suprema indiana si pronuncerà sul destino dei nostri marò, trattenuti in India da quasi due anni. Per la prima volta sarà in aula l’inviato speciale del governo italiano, Staffan de Mistura: «Per simboleggiare e marcare anche fisicamente la determinazione dell'Italia manifestata dal Capo dello Stato». De Mistura, intervistato ieri sera da Flavia Filippi su La 7, ha detto che «tutta questa mobilitazione internazionale, in particolare europea, è stata recepita, basta vedere la stampa locale e i contatti che abbiamo. È importante che si faccia capire che i diritti umani, due anni di attesa inaccettabili e inconcepibili, la legge antiterrorismo e il fatto di trattenere i due fucilieri che facevano il loro dovere, di trattenerli senza neanche un pezzo di carta, un capo d’accusa, è inaccettabile». E ha aggiunto che «la parola ottimismo dopo due anni di questo tira e molla non è la parola da usare. È quella della determinazione, di andare avanti e di risolvere il caso, di battere il ferro finché è caldo e riportarli a casa». I sentimenti del paese sono ben sintetizzati da Gianni Alemanno: «Siamo con il fiato sospeso per la decisione della Corte suprema indiana. Con questa decisione sapremo se, al di là delle promesse del nostro Governo, i nostri due Marò, Massimiliano Latorre e Salvatore Girone, rischiano veramente la condanna capitale». E ancora: «Ci auguriamo che le antiche tradizioni di civiltà della nazione indiana sottraggano questa decisione dai condizionamenti della campagna elettorale, andando in quella direzione di giustizia e di verità che appare a tutto il mondo evidente».
Marò, incrociamo le dita
Oggi la decisione della Corte Suprema sul ricorso italiano De Mistura: la solidarietà aiuta i fucilieri e le loro famiglie
