La procura federale degli Stati Uniti chiederà la pena di morte per Dzhokhar Tsarnaev, l'unico attentatore della maratona di Boston rimasto in vita. La decisione finale è stata presa dal procuratore generale Eric Holder; si è dovuto pronunciare lui perché le leggi del Massachusetts non prevedono la pena di morte, che quindi può essere applicata solo su mandato federale. Nell'attentato, avvenuto il 15 aprile scorso, due esplosioni si verificarono vicino al traguardo della maratona, provocando tre morti e 260 feriti. L'ultima esecuzione avvenuta in Massachusetts risale al 1984. Secondo l'accusa, responsabili delle esplosioni furono i fratelli Tsarnaev, Dzhokhar e Tamerlan, russi di origine cecena, che vivevano nella zona di Boston da circa 10 anni. Sarebbero stati infatti i due a piazzare vicino al traguardo due ordigni esplosivi realizzati con pentole a pressione. Tamerlan Tsarnaev morì in una sparatoria con la polizia. Il fratello Dzhokhar, 20 anni, si è dichiarato non colpevole e la data del processo non è stata fissata. Delle 30 accuse a carico di Dzhokhar Tsarnaev, 17 prevedono come possibilità l'assegnazione della pena di morte. Tra queste c'è l'accusa di uso di un'arma di distruzione di massa.
Maratona di Boston, chiesta la pena di morte
Dzhokhar Tsarnaev, l'unico attentatore rimasto in vita, ha a suo carico 30 accuse di cui 17 prevedono la pena capitale
