Strascichi roventi alla missione parlamentare in India dell’altro giorno. In molti hanno lamentato (a mezza bocca) l’assenza di un incontro della delegazione bicamerale italiana con i politici locali sulla situazione dei nostri marò, bloccati da quasi due anni. Mara Carfagna, di FI, invece, l’ha dichiarato pubblicamente. «È oggettivamente incomprensibile quanto accaduto alla nostra delegazione parlamentare in India - ha dichiarato la portavoce del gruppo Forza Italia alla Camera - Il Ministero degli Esteri italiano dovrebbe chiarire, fino in fondo, i motivi per i quali nessuno è stato in grado di garantire ai deputati e senatori degli incontri con gli esponenti delle istituzioni indiane per discutere della vicenda che riguarda i marò». E ancora: «È intollerabile che il viaggio della delegazione italiana, composta dalle più alte cariche delle commissioni parlamentari competenti, sia servito solamente per un pranzo conviviale con i due fucilieri di marina. Forse, sarebbe più opportuno che i presidenti delle commissioni chiedano e ottengano un incontro con i massimi vertici della Ue e dell’Onu - ha proseguito - per far valere il peso di una nazione che contribuisce con oltre 115 milioni di dollari all’anno al bilancio del Palazzo di Vetro e 4 miliardi di euro a quello della Commissione europea. La Farnesina e il governo diano immediate spiegazioni sull’ennesimo, increscioso e sgradevole fatto che riguarda la vicenda dei marò». E ha concluso aderendo «con convinzione all’appello lanciato dal quotidiano Il Tempo che chiede la liberazione di Massimiliano La Torre e Salvatore Girone». La risposta, per bocca del senatore socialista Riccardo Nencini, appena rientrato dalla missione, non ha tardato. «Abbiamo incontrato, come da programma, gli ambasciatori dell’Unione europea e quello degli Stati Uniti. Poi l’onorevole Carfagna può chiedere ai nostri due Marò come è stata accolta l’iniziativa parlamentare». Dopo la risposta di Nencini l’ufficio stampa di Mara Carfagna ha ribattuto che «il fuso orario gioca brutti scherzi. Se il senatore Nencini avesse letto con maggiore attenzione la parole dell’onorevole Carfagna, avrebbe certamente compreso che la critica è indirizzata all’operato della Farnesina e del governo, incapaci di creare le condizioni per incontri ufficiali con una delegazione del Parlamento e dell’esecutivo indiano, non di certo ai deputati e senatori che si sono recati nel Paese asiatico». La frecciata della Carfagna era perciò diretta al Ministero degli Esteri.
La Carfagna: che fallimento quella missione
Strascichi roventi alla missione parlamentare in India dell’altro giorno. In molti hanno lamentato (a mezza bocca) l’assenza di un incontro della delegazione bicamerale italiana con i politici...