Esteri

Scontri a Kiev. Yanucovych offre la premiership all'opposizione

Sotto l'onda della protesta incalzante, il presidente ucraino, Victor Yanukovich, per tentare di allentare la tensione che da due mesi mina la stabilità del Paese, ha offerto ad uno dei leader dell'opposizione, Arseny Yatsenyuk, l'incarico di premier al posto di Nikolai Azarov. Yanukovych ha offerto il posto di vicepremier all'altro esponente dell'opposizione, l'ex pugile Vitali Klitschko. E ha promesso una riunione martedì in Parlamento per modificare le leggi contro le manifestazioni. Yanukovich ha detto anche di essere pronto a modificare la Costituzione, che al momento assegna grandi poteri al capo dello Stato, o con un referendum o attraverso un procedimento di revisione. La svolta arriva dopo due giorni di  scontri, marce, occupazioni dei palazzi  da parte dei dimostranti dell'opposizione che vogliono nuove elezioni e una ventata di Europa nei polmoni. L'emancipazione da Mosca resta giorno dopo giorno al centro di slogan e cori nelle piazze. La protesta è continuata a Kiev dalla notte di ieri fino all'alba, lasciando nuvole di cenere e pneumatici consumati dal fuoco. Le frange più violente hanno scatenando incendi nel punto della città in cui si trovano le barricate. Enormi palle di fuoco hanno illuminato il cielo notturno nel centro della città e pennacchi di fumo nero e denso si sollevavano dai copertoni bruciati a pochi metri dai cordoni della polizia. Ieri  Yanukovych aveva annunciato che ci sarebbe stato un rimpasto di governo e un'amnestia, ma il leader dell'opposizione, l'ex pugile Vitali Klitschko, ha dichiarato che il solo modo per porre fine alle proteste è che il presidente si dimetta. I manifestanti hanno lanciato anche bombe incendiarie, sassi e fuochi d'artificio verso gli ufficiali di polizia. Con i volti coperti e armati di bastoni e barre metalliche, si sono raggruppati di fronte ai poliziotti in assetto antisommossa. Il ministero dell'Energia è stato occupato e tutte le strutture nucleari del Paese sono state messe in stato di alta allerta. Uno dei manifestanti feriti mercoledì è deceduto oggi in ospedale a Kiev. Ora i morti sono complessivamente sei, secondo l'opposizione. Alcuni leader della protesta hanno fatto appello ai dimostranti perché portino con sé le armi che possiedono legalmente, per utilizzarle in eventuale necessità di autodifesa. La confusione ha preso il sopravvento in tutto il paese. Le città in rivolta sono Kiev, Luc'k, Ivano-Frankivsk, Cernivci, Ternopil, Leopoli, Rivne, Khmelntysky, Sumy, Vinnytsia. Intanto il ministro dell'Interno, Vitaly Zakharchenko, accusa il deputato d'opposizione Oleg Lyashko di aver invocato il sequestro di poliziotti e di aver così ottenuto la morte di un agente, colpito alla testa da uno sparo la notte scorsa e il rapimento dei due che sarebbero stati catturati a Kiev. Il ministro ha accusato i manifestanti pro-europeisti di accumulare armi in due delle loro basi a Kiev, la sede dei sindacati e il quartier generale dell'amministrazione municipale, che hanno occupato nei giorni scorsi. "Continuano a lanciare bottiglie incendiarie contro gli agenti anti-sommossa malgrado i colloqui in corso tra le autorità e le forze di opposizione": tutto questo, ha ammonito Zakharchenko, non può che far degenerare la situazione. "Gli ultimi sviluppi in Ucraina hanno dimostrato come i nostri tentativi di risolvere in maniera pacifica il conflitto, senza ricorrere al confronto e alla forza, siano stati vani, e quanto rimangano futili", ha osservato. "I nostri appelli non sono stati presi in considerazione, ed è stata violata la tregua", almeno teoricamente in vigore dall'altroieri. Nella notte, ha riferito ancora Zakharchenko, si erano tenuti negoziati tra rappresentanti della Berkut, la polizia speciale, e dei contestatori, ma non avevano portato ad alcun risultato. "I capi dell'opposizione", ha rincarato la dose, "non si vogliono dissociare dalle fazioni radicali, e al tempo stesso non sono più in grado di controllarle. In tal modo espongono i connazionali al pericolo".

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