Esteri

Autobomba a Beirut, almeno 5 morti

Negli ultimi mesi, la capitale libanese è stata scenario di una serie di attentati dinamitardi

Cinque morti e 20 feriti è il bilancio provvisorio dell’attentato dinamitardo compiuto nel cuore della roccaforte di Hezbollah libanesi nella periferia sud di Beirut, nel quartiere Bir al Abed. Le prime immagini video del luogo dell’attentato sono state trasmesse dalla tv al Manar e mostrano carcasse di auto carbonizzate e le facciate di alcuni edifici sventrate. Le fonti di stampa libanesi affermano che si tratta di un attacco compiuto con almeno un’autobomba. Negli ultimi mesi, la capitale libanese è stata scenario di una serie di attentati dinamitardi. Si tratta del secondo grave attentato a Beirut in meno di una settimana. Il 27 dicembre l’esplosione di un’altra autobomba aveva ucciso l’ex ministro delle Finanze, Mohammad Shatah, di credo sunnita. Pochi giorni dopo, il presidente del parlamento libanese, Nabih Berri, aveva definito possibile un nuovo omicidio politico, questa volta contro un obiettivo sciita. Per lo sciita Berri, il rischio era talmente alto da aver subito messo in allerta la sicurezza del suo partito, il Movimento Amal. Inoltre nei giorni scorsi, l’esercito libanese ha arrestato la presunta mente degli attentati di novembre all’ambasciata italiana a Beirut. Si tratta di Majid al-Majid, emiro delle Brigate Abdullah Azzam, branca di al Qaeda, catturato dai servizi segreti militari, aveva spiegato il ministro della Difesa Fayez Ghosn. Majid Mohammed Abdullah al-Majid, saudita, era nella lista di 85 sospettati di terrorismo messa a punto da Riad e le brigate Azzam, che in passato avevano rivendicato un lancio di razzi contro Israele, sono inserite da Washington nella lista dei gruppi terroristi.

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