Esteri

La Tymoshenko interrompe lo sciopero della fame

La leader dell'oposizione ucraina aveva iniziato la protesta in sostegno dei manifestanti pro-Ue

Undici giorni fa aveva smesso di mangiare. La leader dell'opposizione ucraina, Yulia Tymoshenko, aveva scelto la strada dello sciopero della fame per protestare contro le politiche di avvicinamento alla Russia dell'attuale presidente Viktor Yanukovych, al quale, invece, aveva chiesto di firmare l'accordo di associazione dell'Ucraina con l'Unione europea. La Tymoshenko voleva accendere i riflettori sulle aspirazioni europee del suo popolo, conculcate da quello che considera un "nuovo Stalin". Lo aveva fatto dalla stanza-cella dell'ospedale di Kharkiv, dove è ricoverata per un'ernia del disco e dove ha passato i primi due dei sette anni che gli sono stati inflitti dopo una condanna per "abuso di potere" in un controverso processo ritenuto, da Europa e Usa, di chiara matrice politica. Adesso, "stanca e malata" come l'ha definita la figlia Yevjenia, e seriamente indebolita dal digiuno, ha deciso si interrompere lo sciopero iniziato lo scorso 25 novembre. A darne la notizia è stata proprio Yevjenia, leader ereditario della nuova rivoluzione ucraina, che ha potuto visitare la madre in ospedale. La decisione di interrompere la protesta è arrivata dopo le richieste di numerosi leader europei preoccupati per le condizioni di salute della ex premier, e dagli stessi movimenti di piazza che avevano data vita a una chiossosa protesta dopo che Yanukovych si era rifiutato di procedere con l'avvio dei primi contatti con Bruxelles in vista di una futura annessione dell'Ucraina all'Unione europea. Una protesta che ha portato a una vera e propria crisi politica nel Paese, e repressa con la forza secondo quanto denunciato dalle forze di opposizione. Nel tentativo di una prima pacificazione, il capo del partito nazionalista Svoboda, Oleh Tyanhybok, nel giorno in cui la Tymoshenko rinuncia allo sciopero della fame si è detto disponibile ad aprire un dialogo con il governo, ma solo a patto che vengano puniti i poliziotti che hanno disperso i manifestanti con la forza. "L'opposizione - ha dichiarato - è pronta a sedersi, parlare e negoziare un cambiamento della situazione".

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