Esteri

Israele, la «spinta» del Papa per la pace

Francesco ha incontrato Netanyahu «Soluzione giusta con i palestinesi»

I rapporti bilaterali, soprattutto sul piano fiscale; la situazione in Medio Oriente e i diritti dei palestinesi; la prevista visita a Gerusalemme. Sono i tre punti principali trattati nel colloquio privato di 25 minuti tra Papa Francesco e il premier israeliano Netanyahu. In realtà non c’è stato un invito formale al Pontefice a recarsi in Israele (del resto già avanzato dal presidente Peres) ma la moglie del primo ministro, Sarah, al momento dei saluti ha esclamato «La aspettiamo, non vediamo l’ora». Fonti di stampa israeliane danno per scontato il viaggio di Francesco per il prossimo 25 maggio: sarebbe anche l’occasione per un incontro con il patriarca di Costantinopoli Bartolomeo I in occasione dei 50 anni dell’abbraccio tra Paolo VI e Atenagora proprio a Gerusalemme. Quanto agli altri argomenti, la nota della sala stampa spiega che «durante i cordiali colloqui è stata affrontata la complessa situazione politica e sociale del Medio Oriente, con particolare riferimento alla ripresa dei negoziati tra Israeliani e Palestinesi, auspicando che si possa giungere quanto prima ad una soluzione giusta e duratura, nel rispetto dei diritti di ambedue le parti». Affrontate anche «alcune questioni riguardanti i rapporti tra le autorità statali e le comunità cattoliche locali, nonché tra lo Stato d’Israele e la Santa Sede, con l’auspicio di una pronta conclusione dell’Accordo da tempo in preparazione». Tutti temi che possono essere affrontati e risolti solo con il dialogo e non con la contrapposizione, secondo la visione di Papa Francesco. Netanyahu ha donato al Pontefice un vassoio d’argento con l’incisione «A Sua Santità Papa Francesco con grande stima» insieme a una «chanukkiyah», il candelabro a nove braccia che si usa proprio in questi giorni durante la «festa delle luci», ed un vasetto per versare l'olio. Ma soprattutto un libro sull’inquisizione spagnola scritto dal padre, Ben Zion Netanyahu. «Il mio spagnolo è praticamente nullo ma mio padre, che è morto l'anno scorso (a 102 anni, ndr) era uno storico e conosceva questa lingua» ha detto presentando il dono. Significativa la dedica del premier al libro «Le origini dell'Inquisizione nella Spagna del XV secolo»: «Al grandissimo custode e pastore della nostra eredità comune». Francesco ha risposto con una formella in bronzo raffigurante San Paolo. Ieri il Papa ha ricevuto anche i vescovi olandesi in visita «ad limina» e ha usato parole forti sui temi della pedofilia e della secolarizzazione. Riferendosi alla cura dei sacerdoti, Francesco ha esortato i presuli dei Paesi Bassi «essere vicini al vostro presbiterio, disponibili con ciascuno dei vostri sacerdoti per sostenerli e guidarli se ne hanno bisogno! Come dei padri, trovate il tempo necessario per accoglierli ed ascoltarli, ogni volta che lo domandano. E non dimenticate anche di andare incontro a quelli che non si avvicinano; alcuni di loro sono purtroppo venuti meno ai loro impegni. In modo tutto particolare, desidero esprimere la mia compassione e assicurare la mia preghiera a ciascuna delle persone vittime di abusi sessuali e alle loro famiglie; vi chiedo di continuare a sostenerle nel loro doloroso cammino di guarigione, intrapreso con coraggio». Il Papa li ha anche incoraggiati, in una società «fortemente segnata dalla secolarizzazione» anche «ad essere presenti nel dibattito pubblico, in tutti gli ambiti nei quali è in causa l’uomo» incoraggiando «i vostri fedeli a cogliere le occasioni di dialogo, rendendosi presenti nei luoghi in cui si decide il futuro; potranno così portare il loro contributo nei dibattiti sulle grandi questioni sociali riguardanti per esempio la famiglia, il matrimonio, la fine della vita».

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