Esteri

Morsi denuncia l’Esercito per sequestro di persona

Lo ha annunciato l’avvocato del deposto presidente egiziano

Il deposto presidente egiziano Mohamaed Morsi denuncerà per sequestro di persona le nuove autorità sostenute dalle forze armate, perché lo portarono via un giorno prima del 3 luglio, data della sua formale destituzione. A riferirlo è stato il suo avvocato, Mohamed Damati, che ha letto in tv una lettera aperta indirizzata dallo stesso Morsi al popolo d'Egitto. «Al procuratore generale - ha spiegato Damati - sarà presentata una denuncia in cui si sostiene che quanto accadde fu un reato». Il legale non ha nemmeno escluso un ricorso davanti alla magistratura amministrativa per chiedere l'annullamento «degli atti del generale Abdel Fattah al-Sisi» con cui l'esponente islamista fu rovesciato. Sisi, capo dello stato maggiore interforze nonché ministro della Difesa, è considerato il vero regista dell'operazione. Nella lettera Morsi racconta di essere stato prelevato con la forzadal proprio ufficio il 2 luglio e trattenuto contro la sua volontà in una caserma del corpo di elite della Guardia Repubblicana, per poi essere trasferito in una base navale. Finora non era mai stato chiarito con esattezza dove si trovasse nelle ore in cui i militari ripresero il potere. Attualmente Morsi è in custodia, in attesa della prossima udienza, in programma l'8 gennaio, del processo per istigazione alla violenza a carico suo e di altri 14 dirigenti dei Fratelli Musulmani.

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